Il disegno intitolato City on the Blue River I (Dead City I) di Egon Schiele è stato realizzato nel 1910 con gouache e colla su carta nera. Misura 41,2 x 30,8 cm ed è firmato dallo stesso artista in basso a destra. È stato esposto in numerose mostre in Austria e negli Stati Uniti, tra cui una mostra a Vienna nel 1928, una alla Galleria St. Etienne di New York nel 1959 e una al Solomon R. Guggenheim Museum di New York nel 1965. Il disegno è appartenuto a diverse collezioni private, tra cui quella di Arthur Roessler, Rudolf Leopold e Otto Kallir.
Il titolo Dead City (Tote Stadt) compare in una lista di opere recentemente completate inviata da Schiele a Josef Hoffmann nell’ottobre 1910. La vista della città dal Krumau Schlossberg era stata dipinta dall’artista già nel 1908 e sarebbe ricomparsa in una tela molto simile nel 1911, così come in due autoritratti allegorici di questo periodo.
Il disegno rappresenta una città in rovina, forse un’allusione alla fine dell’impero austro-ungarico o alla distruzione della civiltà occidentale. Le linee nere e la colla creano un effetto incisivo e spigoloso, conferendo all’opera un aspetto inquietante e angosciante. La città sembra deserta e il fiume blu che la attraversa conferisce un senso di freddo e solitudine. Il disegno può essere visto come un commento sul degrado della civiltà moderna o come un’espressione della crisi esistenziale dell’artista.
Egon Schiele è stato uno dei più importanti esponenti dell’Espressionismo austriaco ed è noto per la sua arte provocatoria e audace. La sua vita privata turbolenta e la morte prematura all’età di soli 28 anni hanno contribuito alla sua leggenda come artista maledetto. City on the Blue River I (Dead City I) è un’opera rappresentativa del suo stile unico e della sua visione del mondo inquietante e profetica.







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