Cogito diventa imago
In francese si dice suge comme une image tranquillo come un’immagine: ma la tranquillità dell’immagine non è solo moderazione, è anche la tensione di uno slancio, che si dà e si offre a una presa. La seduzione delle immagini, il loro erotismo non è altro che la loro disponibilità ad essere prese, toccate cogli occhi, con le mani, col cuore o con la ragione, e penetrate. Se la carne ha avuto un ruolo esemplare nella pittura, è perché ne è lo spirito, molto al di là della figurazione delle nudità. Ma penetrare l’immagine, così come il corpo di un amante, vuol dire essere penetrati da esso. Lo sguardo si impregna di colore, l’orecchio si impregna di sonorità. Nella mente non c’è niente che non sia nei sensi: nell’idea non c’è niente che non sia nell’immagine. Io divento il blu del ritratto di Olga, io divento la dissonanza di un accordo, un passo di danza. Io: non è più questione di io. Cogito diventa imago.

Crediti
 Jean-Luc Nancy
 SchieleArt •   • 




Quotes per Jean-Luc Nancy

Non è sufficiente debellare un virus. Se la padronanza tecnica e politica risulta fine a sé stessa, trasformerà il mondo in un campo di forze sempre più tese le une contro le altre, sprovviste ormai di tutti gli alibi civilizzatori una volta validi. La brutalità contagiosa del virus si diffonde sotto forma di brutalità gestionale.  Un virus troppo umano

Il modello della crescita è messo in discussione. È possibile che siamo davvero costretti a spostare i nostri algoritmi – ma non ci sono prove che questo possa compiersi per lasciar emergere uno spirito diverso.

Certo, è comunque una presunta oggettività a dover guidare le decisioni. Se questa oggettività è quella del confinamento o della distanziazione fino a quale punto di autorità si può giungere per farla rispettare? E, nella direzione opposta, dove comincia l'arbitrarietà interessata di un governo? Oppure quella di un governo che coglie l'occasione per infiammare il nazionalismo?  Un virus troppo umano

Non lasciarsi ingannare è un imperativo che viene prima del sottrarsi al contagio

L'intruso, viene in realtà da dentro, è nessun altro se non me stesso e l'uomo stesso. Non è nessun altro se non lo stesso che non smette mai di alterarsi, insieme acuito e fiaccato, denudato e bardato, intruso nel mondo come in se stesso, inquietante spinta dello strano, conatus di un'infinità escrescente.