Combattere l'intolleranza attraverso la cultura letteraria
[L’educazione sessuale nelle scuole] così come concepita è per lo più orribile, si spiegano i corpi come fossero macchine. L’educazione alla sessualità si fa attraverso la letteratura e le poesie, leggendo Dante, Petrarca, Flaubert, Proust, che sono l’unica forma di educazione all’erotismo che può funzionare a scuola. Solo così si può contrastare l’intolleranza e educare a non separare troppo la passione erotica dall’amore, in qualunque forma esso si manifesti.

Crediti
 Massimo Recalcati
 Il naufragio educativo: per un'erotica dell'insegnamento
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Quotes per Massimo Recalcati

[L'educazione sessuale nelle scuole] così come concepita è per lo più orribile, si spiegano i corpi come fossero macchine. L'educazione alla sessualità si fa attraverso la letteratura e le poesie, leggendo Dante, Petrarca, Flaubert, Proust, che sono l'unica forma di educazione all'erotismo che può funzionare a scuola. Solo così si può contrastare l'intolleranza e educare a non separare troppo la passione erotica dall'amore, in qualunque forma esso si manifesti.  Il naufragio educativo: per un'erotica dell'insegnamento

Come fare amicizia con il proprio peggio  Un'analisi non è solo il racconto biografico di ciò che è già avvenuto, non è il racconto di ciò che il soggetto sa già di sé stesso, ma è la produzione di un nuovo sapere su di sé, è l'incontro del soggetto con ciò che di sé costituisce un mistero per sé stesso. In questo senso essa è, se si vuole dire così, una esperienza di realizzazione del desiderio inconscio, ovvero una sua messa in forma inedita che punta a scardinare il peso mortifero della ripetizione.  Elogio dell'inconscio

La nostalgia è la tristezza di non potere più avere quello che si aveva avuto prima: la giovinezza, il primo amore, la nostra casa, la forza del nostro corpo, eccetera. Si tratta di un rimpianto inconsolabile che trascina la vita all'indietro. È quello che Gesù vuole colpire quando invita il discepolo che ha perduto il proprio padre a guardare avanti, a lasciare che i morti seppelliscano i morti.

L'invidia è sempre cieca perché colpisce chi come noi ha più di noi. Non è mai invidia di qualcosa, non è tanto invidia di qualità o di proprietà.
Se spingiamo l'analisi del sentimento invidioso a fondo, come oggetto dell'invidia non troveremo altro che la vita stessa. L'invidia è sempre, come sosteneva anche Lacan, invidia della vita, della vita dell'altro che ha più vita della mia. Non si può, ovviamente, avere invidia della vita misera, depressa, spenta. L'invidia è sempre invidia della vita felice, è sempre invidia della vita piena.

Il recupero dell'umiliazione come principio pedagogico è inaccettabile. Non perché non sia fondamentale in ogni processo educativo l'esperienza del limite e del riconoscimento delle proprie responsabilità, ma perché non c'è alcun valore educativo né nell'umiliazione, né nell'imposizione dell'umiltà. Anzi, se c'è un compito etico della Scuola è proprio quella di liberare le vite dei nostri figli dall'esperienza ingiusta dell'umiliazione e di quella dell'umiltà imposta.