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Molti scienziati evitano di formarsi una concezione del mondo perché questo non sarebbe scientifico. Essi, evidentemente, non vedono chiaramente i risultati del loro modo di agire. In realtà lasciano volontariamente calare le tenebre sulle loro idee direttrici, ossia essi restano a un grado di coscienza inferiore e più primitivo di quello che corrisponderebbe alle loro attitudini coscienti. Critica e scetticismo non costituiscono sempre una prova di intelligenza, al contrario, soprattutto quando ci si trincera dietro lo scetticismo per mascherare la mancanza di una propria concezione del mondo. Molto spesso ciò che manca è più spesso il coraggio morale che non l’intelligenza. Perché non possiamo vedere il mondo senza vedere noi stessi e vediamo noi stessi come vediamo il mondo, e per far questo ci vuole parecchio coraggio. Per questo motivo è sempre disastroso non avere una concezione del mondo.

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