Confondere le diversità

È indubbio che noi ci culliamo nel sogno che uguaglianza e fraternità possano un giorno regnare tra gli uomini, senza che la loro diversità sia compromessa. Ma se l’umanità non si rassegna a diventare la consumatrice sterile dei soli valori che ha saputo creare in passato, capace ormai solo di partorire opere bastarde, invenzioni grossolane e puerili, dovrà reimparare che ogni creazione vera implica una certa sordità al richiamo di altri valori, che può giungere fino al loro rifiuto o addirittura alla loro negazione. Infatti, non si può simultaneamente sciogliersi nel godimento dell’altro, identificarsi con lui, e restare diversi. La comunicazione integrale con l’altro, se pienamente riuscita, condanna a breve o lunga scadenza l’originalità della sua creazione e della mia. Le grandi epoche creatrici della storia furono quelle in cui la comunicazione era diventata sufficiente perché corrispondenti lontani fra loro si stimolassero, senza tuttavia essere tanto frequente e rapida da far sì che gli ostacoli, indispensabili tra gli individui come fra i gruppi, si riducessero fino al punto che gli scambi troppo facili livellassero e confondessero le loro diversità.

Crediti
 • Claude Lévi-Strauss •
 • Pinterest • Harold Feinstein  •  •

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