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Tanto l’amore come l’odio sono invisibili e infinitamente più potenti di ogni altra cosa che gli occhi possano vedere, come pure la menzogna e la verità, sono altrettanto inaccessibili. Tanti gli uomini nascosti dietro i loro temperamenti, e così, il loro mondo interiore diventa indecifrabile, e la fiducia, altro non è, che aver fede su quanto è visibile. Dei cinque sensi, infatti, quello cui ci affidiamo di più, è quello della vista, e allo stesso tempo, è proprio questo senso, che ci impedisce di vedere ciò che è invisibile. Tutto si gioca su questa superficie, e una delle più grandi aspirazioni degli uomini non è la gloria né la ricchezza ma quella di “essere notato”. In un mondo in cui nessuno guarda nessuno, qualcuno che ci guardi e ci riconosca, ci rende visibili, e di conseguenza, essere invisibile equivale a non essere. L’azione non può essere nascosta; invisibile, è l’intenzione che la muove, e per vedere cosa muove a volte necessario chiudere gli occhi, che in forma metaforica poi, vuol anche dire non voler vedere, affidandosi proprio a quella superficialità d’azione, e questo, proprio perché tutto si gioca nella nostra interiorità. Il solo modo in cui quest’invisibile viene a galla, è attraverso i rapporti che si stringono, vuoi con un amico, un amante, un padre o un figlio, dove amore e odio si succedono – nessuno odia un altro che non ami o non abbia amato – come pure verità e menzogna, infatti, ciò che è invisibile è anche ciò che deve essere creduto per poterlo vedere.

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