⋯
— Per un essere in carne ed ossa è impossibile arrivare all’immortalità, per il motivo che nessuno è capace di vivere per sempre.

— Come spieghi allora che ciò sia giustamente il maggiore desiderio di tanti uomini, cioè che dedicano tutta la loro vita a sognare di questo? Accusi di delirio a costoro con le menti timorate?

— Certo che no! Tu parli di uomini che esistevano ai vecchi tempi. Al giorno d’oggi sono pochi coloro che cercano l’immortalità del corpo, giacché tale desiderio si presenta impossibile. No! Esiste un’altra specie d’immortalità, che sarebbe quella a cui tanti uomini s’impegnano per raggiungerla: essa è l’immortalità del nome.

— L’immortalità del nome? Magari ti si è fuso il cervello pensando, perché mi sembra che stai delirando. Come può un nome essere immortale? Non ha vita, non ha essenza!

— Forse, ma non per questo non può essere considerato una forma d’immortalità. Ed è questo ciò che oggigiorno tutti cercano per perdurare, guadagnando con le loro azioni un piedistallo dove incidere il loro nome. Questa è l’immortalità che cercava Achille, quella che hanno avuto tutti quei nomi del passato che oggi ognuno sente in continuazione: Mozart, Pitagora, Einstein. Tutti questi sono nomi immortali.

— Capisco, forse hai ragione. Allora questa è la forma corretta per cercare l’immortalità.

— Ti sbagli.

— Come posso sbagliarmi? Tu stesso me l’hai appena detto.

— No! Ho detto che l’uomo cerca l’immortalità del nome, ma non ho detto che sia questa l’immortalità corretta.

— Ho il sospetto che adesso vieni fuori con una nuova forma per arrivare all’immortalità. No? Cosa faresti per arrivarci?

Egli sorrise…

— Non cercherei l’immortalità del mio nome. Non voglio essere un nome vuoto, un nome come quelli che fanno venire mal di testa agli alunni quando devono impararli a memoria. Non vorrei essere ricordato per le cose che ho scoperto o per quello che ho fatto. Vorrei essere ricordato per ciò che sono, per la mia essenza.

— Ma questo è impossibile. Non vorrai forse imbottigliare la tua anima, ognuno dei vapori della tua vita?

— Certo che no! La forma per la quale cercherei l’immortalità sarebbe della stessa forma cui voi altri godete, quali enti di finzione. Perché siete voi i personaggi che perdurano in essenza e non i vostri scrittori, che attraverso la carta danno la forma a ciò che siete, e dove perdura la vostra mente e la vostra realtà. Finché esiste un solo lettore, continuerete ad esistere. La vostra essenza seguirà per sempre, immutabile e intramontabile.

L’ente di finzione la guardò stranita ed egli continuò…

— Non capisci il significato delle mie parole, è come cercare di insegnare ad un bambino perché il cielo è di colore azzurro. Como posso spiegarti il peso della tua propria immortalità se l’hai goduta dall’inizio della tua esistenza? Anche se in qualche parte del mio racconto perisci, sempre seguirà la tua essenza impregnata nella carta. E ogni volta che qualcuno aprirà la pagina di testo dove partecipi, tornerai a vivere. Mentre io, il tuo creatore in carne ed ossa, perirò quando arriverà la mia ora.

— In fin dei conti, allora, nella tua umana ricerca per arrivare all’immortalità hai solamente trovato di regalarla, e sempre che il tuo nome diventi immortale, io ho assicurata la mia vita infinita. E tu? Tu, che cerchi l’immortalità come qualunque essere umano, cosa pensi di fare adesso che ti trovi in una strada senza uscita? Ti accontenterai di dorare il tuo nome, di appenderlo come diploma dove tutti possono vederlo?

— Sai molto bene che non lotterei per un’altra immortalità che fa da padrona alla mia predilezione. Hai ignorato una possibilità che continuo a mantenere: quella di creare un personaggio di finzione con il quale condividere la mia essenza, colui che mi rappresenterà e che mi caratterizzerà.

— Allora pensi di creare un nuovo scritto, dove tu userai te stesso come protagonista? Scivoleresti da creatore a creatura e saresti un personaggio che dialoga con altri?

Nuovamente sorrise. E nel suo sorriso brillò una muta vittoria.

— È ciò che giustamente ho appena fatto.

Crediti
 • Jorge Luis Borges •
 • egon pin •  •  •  •
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