Correre rovinosamente nel senso contrario
Condanno l’ignoranza che in questo momento regna sia nelle democrazie che nei regimi totalitari.
Un’ignoranza così forte, spesso così assoluta, che la si direbbe voluta dal sistema se non dal regime.
Ho riflettuto spesso a quella che potrebbe essere l’educazione del bambino.
Penso che ci vorrebbero delle cognizioni di base, molto semplici, per cui il bambino saprebbe di esistere in seno all’universo, su di un pianeta di cui dovrà più tardi preservare, gestire le risorse, e imparerebbe che egli dipende dall’aria, dall’acqua, da tutti gli esseri viventi, e che il minimo errore o la minima violenza rischia di distruggere ogni cosa. Imparerebbe che gli uomini si sono ammazzati fra loro in guerre che non han fatto che produrre altre guerre, e che ogni paese manipola la propria storia in modo menzognero così da lusingare il proprio orgoglio.
Gli si insegnerebbe, del passato, quanto basta perché si senta collegato agli uomini che l’hanno preceduto, perché li ammiri quando meritino di esserlo, senza farsene degli idoli; né si trascurerebbe l’insegnamento del presente o di un ipotetico futuro. (…)
Gli si insegnerebbe ad amare il lavoro quando il lavoro è utile, e a non lasciarsi sedurre dalle falsificazioni pubblicitarie, (…).
Esiste certamente un modo di parlare ai bambini di cose realmente importanti più precocemente di quanto non si faccia.
Sembra utopica e, nelle circostanze presenti, effettivamente lo è, ma ciò che è utopico non è necessariamente impossibile.
Sarebbe, per la prima volta, un’educazione umana. E si potrebbe almeno tentare di indirizzarsi in quella direzione invece di correre rovinosamente nel senso contrario.

Crediti
 Marguerite Yourcenar
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Quotes per Marguerite Yourcenar

Il mondo è bello perché è vario": non c'è detto più popolare, ma non c'è nemmeno detto contro cui si scagliano maggiormente le animosità e i pregiudizi. Nonostante tutto, i nostri viaggi, come le nostre letture e i nostri incontri con i nostri simili, sono mezzi di arricchimento che non possiamo rifiutare.  Il giro della prigione

Che cos'è l'insonnia se non la maniaca ostinazione della nostra mente a fabbricare pensieri, ragionamenti, sillogismi e definizioni tutte sue, il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni?

Ho cercato la libertà, più che la potenza, e questa solo perché, in parte, assecondava la prima.

Qualsiasi felicità è un capolavoro: il minimo errore la falsa, la minima esitazione la incrina, la minima grossolanità la deturpa, la minima insulsaggine la degrada. Alla mia non può imputarsi alcuna di quelle imprudenze che più tardi l'hanno infranta: sino a che ho agito nella direzione ch'essa mi indicava, sono stato saggio.  Memorie di Adriano

Tu calabrone ed io la rosa tu la spuma e io la roccia; nella strana metamorfosi, tu la Fenice, io il rogo. Tu, il Narciso, e io la fonte; i miei occhi che riflettono la tua emozione; tu il tesoro ed io la borsa; io l'onda e il nuotatore in me. E tu, il labbro sopra il labbro, tu il languore che culla la febbre, l'onda che si mescola alle onde. Ma qual che sia il tenero giuoco, sempre l'anima che in fuoco s'invola, uccello bello e d'oro, in pieno azzurro di cielo.