Costruzione nel costruito
La cosiddetta zona d’ombra o il negativo, non è che l’altro da sé, il quale, non passando attraverso la mediazione, viene rimosso e spinto giù nell’inconscio, per poter così, farsi simili nell’immediato. Ed è proprio quest’immediato che contiene la luce e le sue ombre, come pure tutto il male con le sue contraddizioni. E allora… Conosci te stesso! Ma sì! Frase di Socrate questa, cui molti speculatori si sono agganciati, navigando nell’illusorio fine da raggiungere, per conquistare la conoscenza di sé, che poi, dovrebbe portare alla conoscenza dell’altro, e non al disconoscimento che ognuno ha perpetrato, portando con sé la sua ombra. E naturalmente, si sorvola il sapere di non sapere dello stesso filosofo, che può sembrare paradossale, quando non di sconfitta, per un pensiero che ragiona nell’immediatezza del suo mondo illusorio, muovendo appunto, con quel sé, costruzione anch’esso nel costruito, e che questa regge. Non è poi così paradossale invece, nel reale di fatto, dove ogni conoscenza che sempre avviene nell’interazione, non può che essere inventiva. La conoscenza, mira dunque al possesso ed ha un fine, ma ha assolutamente bisogno del condizionamento reciproco, laddove questo non vi è, non c’è alcunché da conoscere, l’osservatore è l’osservato. La fine del reale seppur irreale, come pure di ogni analisi o analizzare e analizzarsi passa da qui.

Crediti
 Anna Maria Tocchetto
 Pinterest • Ellen Rogers  • 




Quotes per Anna Maria Tocchetto

La vita è una favola che ci raccontiamo,
ma se così non fosse, sarebbe vivere e basta
e non ci basta;
sarebbe respirare, cosa questa fondamentale,
eppure non basta,
non basta una vita o un miliardo di queste,
a farci indossare l'essenziale
e a farcelo bastare.

Amare la vita fin dentro la morte a prescindere da quell'identità, annulla ogni limite o confine che le sono propri: ed è casa, ed è linguaggio universale intriso d'essenza, vita reale da cui mai si dilegua. Se ci Siamo ci Sono.

Tutto ciò che siamo è uno snodo relazionale, punti di contatto che incrementano e svaniscono, lasciando quella che più o meno chiamiamo individualità.

Per formulare anche un solo pensiero, occorre avere dei punti fermi su e da cui muovere, gli stessi che poi, saranno annullati, in quanto, travolti e mutati dallo stesso vissuto. Noi a questo non ci pensiamo, ma crediamo, appunto, ci sia, una qualche verità, che si riduce poi, a una ragione, sempre e inevitabilmente accompagnata al torto, da quella altrui.

Non è che non sai cosa vuoi, è che non vuoi, questo è il problema... a pensarci, altrimenti è assenza di ogni problema.