
Ai giorni nostri l’Organizzazione Mondiale della Sanità esercita il controllo amministrativo della salute degli individui. La salute per l’OMS è: “uno stato di completo benessere fisico, morale e sociale, che non si riduce all’assenza di infermità o di malattia. La minaccia della malattia è una delle componenti costitutive della salute. La medicina di oggi si basa sulla dissociazione della malattia e del malato, definisce il malato in funzione della malattia anziché riconoscere nella malattia un fascio di sintomi enunciati spontaneamente dal malato. La malattia rinvia a medicina più che a male. I malati vengono trattati come oggetti più che come soggetti delle proprie malattie… Di modo che le malattie sono state via via localizzate nell’organismo, nell’organo, nel tessuto, nella cellula, nel gene, nell’ enzima. Ci si affida quindi solo ai responsi di autopsie, laboratori di analisi fisiche, chimiche o biochimiche. La consultazione si risolve nell’interrogazione di banche dati che contengono informazioni di carattere semiologico ed eziologico, nella diagnosi probabilistica basata su valutazioni statistiche. Le malattie invece, sono – crisi della crescita verso la forma e la struttura adulta degli organi, – crisi di maturazione delle funzioni di autoconservazione interna e di adattamento alle sollecitazioni esterne – crisi nello sforzo intrapreso per eguagliare un certo modello di attività scelta o imposta – crisi per proteggere valori e ragioni del nostro vivere. Certo il corpo vissuto non è un oggetto, ma per l’uomo vivere significa anche conoscere. Io mi sento bene nella misura in cui sento la responsabilità dei miei atti e sento di far esistere delle cose, creando tra di esse dei rapporti che non sussisterebbero senza di me, dunque, ho bisogno di imparare a conoscere ciò che le cose sono, se voglio cambiarle. Donde l’appello ai malati delusi: veniteci a dire che volete guarire, e poi insieme faremo il resto.
Crisi della crescita verso la forma
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