Critica al comunismo utopico piccolo-borgheseLe classi sfruttatrici hanno bisogno della dominazione politica per mantenere lo sfruttamento, nell’interesse egoistico di una minoranza insignificante contro la maggioranza immensa del popolo. Le classi sfruttate, invece, hanno bisogno della dominazione politica per distruggere completamente ogni forma di sfruttamento, nell’interesse della maggioranza immensa del popolo contro la minoranza insignificante degli schiavisti moderni, ossia i proprietari terrieri e i capitalisti.

I democratici piccolo-borghesi, quegli pseudocomunisti che hanno sostituito la lotta di classe con dolci illusioni di armonia tra sfruttatori e sfruttati, hanno immaginato la trasformazione comunista anch’essa in modo utopico: non come il rovesciamento della dominazione della classe sfruttatrice, ma come la sottomissione pacifica della maggioranza alla minoranza che avrebbe acquisito coscienza della propria missione. Questa utopia piccolo-borghese, inseparabile dal riconoscimento di uno Stato collocato al di sopra o al di fuori delle classi, conduce in pratica al tradimento degli interessi delle classi lavoratrici.

Marx combatté per tutta la vita contro questo comunismo piccolo-borghese, che in Russia rinasce nei partiti eserista social-patriottico e menscevico socialdemocratico. Marx sviluppò coerentemente la dottrina della lotta di classe fino a elaborare la dottrina sul potere politico e sullo Stato.

Il rovesciamento della dominazione della borghesia può essere realizzato solo dal proletariato, come classe sociale le cui condizioni economiche di esistenza lo preparano a questo rovesciamento e gli conferiscono la possibilità e la forza per attuarlo.

Crediti
 Vladimir Lenin
 Lo Stato e la rivoluzione
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