George Grosz ⋯
Fiera della sua nobile statura, come persona viva, col gran mazzo di fiori, il fazzoletto e i guanti, lei ha la noncuranza e la disinvoltura di un’ esile puttanella dall’aria stravagante. Hai mai visto al ballo una vita più snella? La sua veste esagerata, nella regale ampiezza, ricade abbondante sopra un piede magro, stretto nella scarpina infiocchettata, graziosa come un fiore. Il collarino che le scherza intorno alle clavicole, come un ruscello lascivo che si strofina alla roccia, difende pudico dai lazzi ridicoli le grazie funeree che vuole nascondere. Che occhi profondi di tenebre e di vuoto! Come oscilla mollemente sulle gracili vertebre il suo cranio acconciato di fiori con arte! Che fascino d’un nulla agghindato follemente! Alcuni diranno che tu sei una caricatura; amanti ebbri di carne, non capiscono l’anonima eleganza dell’armatura umana. Ma tu, grande scheletro, rispondi al mio gusto più caro! Con una potente smorfia forse viene a turbare la festa della vita? O ti sospinge credula al sabba dely Piacere qualche vecchio desiderio che sprona ancora la tua viva carcassa?

Speri di scacciare il tuo incubo beffardo al canto dei violini, tra fiamme di candele? Vieni a domandare al torrente delle orge di rinfrescare l’inferno che t’incendia il cuore? Pozzo inesauribile di stoltezza e colpe! Eterno alambicco del dolore antico! Come vedo vagare ancora l’aspide insaziabile per il curvo intreccio delle costole! Temo proprio che quell’aria tua da puttanella non avrà un premio degno dei tuoi sforzi: quale cuore mortale vuoi che stia allo scherzo? L’incanto dell’orrore inebria solo i forti! L’abisso dei tuoi occhi, pieno di pensieri orrendi, esala le vertigini e i prudenti ballerini non contempleranno senza nausee amare il sorriso eterno dei trentadue denti. Eppure, chi tra le braccia non ha stretto mai uno scheletro? Chi non s’è nutrito di cose della tomba? Che vale il profumo, l’abito o la toletta? Chi fa lo schizzinoso mostra di ritenersi bello. Baiadera senza naso! Irresistibile baldracca! Rispondi per le rime ai ballerini che arricciano il naso: “Anche con rossetto e cipria, puzzate sempre di morte fieri damerini! Che credete, scheletri muschiati, Antinoi avvizziti, dandys dalla faccia glabra, cadaveri verniciati, canuti seduttori? La ridda universale della danza macabra vi trascina verso luoghi sconosciuti! Dai freddi lungo-Senna alle rive ardenti del Gange, il gregge dei mortali salta e gode senza vedere la tromba dell’Angelo, in un buco del soffitto, sinistra, spalancata come un trombone nero.

Ridicola Umanità, la Morte t’ammira in ogni clima, sotto ogni sole, con tutte le tue contorsioni, e spesso, profumandosi di mirra come te, mischia la sua ironia alla tua insania!

Crediti
 • Charles Baudelaire •
 • Pinterest • George Grosz  •  •

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