
- Pensa che si muore e che prima di morire tutti hanno diritto a un attimo di bene. Non è che puoi pensarci sempre, pensaci qualche volta, anche solo una volta al giorno. Lascia che salga un filo di pietà verso gli altri, verso il fatto che hanno il tuo stesso destino.
- Ascolta con clemenza il mondo nei suoi sbadigli e nei suoi furori. La bellezza dell’indecisione, della sonnolenza. La bellezza di chi freme.
- Prendi coscienza del tuo sfinimento e dello sfinimento altrui. Quando parliamo di crisi, quando parliamo di povertà non dobbiamo mai dimenticare la stanchezza senza sogni in cui molti trascorrono la loro vita.
- Scordati ogni giorno di te stesso e guarda con ammirazione le volpi, le poiane, il vento, il grano. Impara a chinarti su un mendicante, ad accarezzare un cane, a non distogliere gli occhi e il passo. Senti la sofferenza di una formica schiacciata sotto i piedi.
- Cerca continuamente parole migliori, senza credere troppo né alle tue né a quelle degli altri. La parola non è una merce da prendere al mercato. Le parole migliori quando le pronunciamo hanno il fiato della paura e della lietezza, non sono le parole per amministrare la giornata.
- Impara a sentire l’energia del dolore, della vecchiaia, della povertà e della disperazione. L’energia degli uomini viene dal vento contrario, non dalle spinte, non dagli imbrogli, non dai favori. La nostra bellezza non si realizza quando veniamo riconosciuti, quando veniamo premiati. Il nostro lato immenso si apre quando diciamo l’affanno, quando vediamo l’affanno degli altri. La politica non parla mai del dolore, della vecchiaia, della disperazione. E con questo si condanna a una penosa irrilevanza.
- Vivi nascosto, coltiva il tuo rigore e lotta fino a rimanere senza fiato. Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, dai tutto te stesso, senza avarizia, senza remore. L’aria è piena di miracoli, ci sono i santi, baci grandi possono arrivare e pianti, il giorno non è un gioco a scansare, ma è un impigliarsi, struggersi, cadere nel mondo, mirare verso l’alto.
- Considera la vita nella sua miseria e non nella sua grandezza. La miseria di un corpo che si ammala, di una ragione che è una tana di formiche morte. Noi non abbiamo niente, non avremo mai niente, se non la nostra miseria, il nostro essere senza scampo. Possiamo anche contendere qualcosa agli altri, possiamo organizzarci per darci l’illusione di avere forze e speranze e progetti. Dobbiamo avere l’onestà di considerare che si tratta di giochi. La politica è uno di questi giochi e tende a essere un gioco ignobile.
- Diffida della freddezza stitica, dei cuori rinsecchiti. Evita i commerci umani, non limitarti a galleggiare. Mentre tu muori pensa alla bellezza del sole e della luce, pensa che chi ti nega l’amore può darlo ad altre persone, pensa intensamente che la vita non è di nessuno. I nostri corpi stanno in mezzo alla vita, possiamo accostarli, sentire e far sentire le parole. Il lato immenso è in ognuno, può essere un’immensità piccola o grande, ma sempre di immensità di tratta. A volte per fiorire abbiamo bisogno di essere ignorati. Forse un fiore, se ci mettiamo tutti attorno ad aspettare che sbocci perderebbe la forza di sbocciare.
- Sorridi di questa umanità che si aggroviglia su se stessa e cedi la strada agli alberi.
Le parole toccano il mondo ⋯
Le parole non dicono il mondo, lo toccano, come le dita sulla pelle. L'importante non è capire, ma sentire che le parole ci sfiorano, ci accarezzano, a volte ci feriscono. L'amore è questo contatto.
Franco Arminio Cedi la strada agli alberi
Poesia, Letteratura
L'anno della lentezza e dell'attenzione ⋯
Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane, di gente che ama gli alberi e riconosce il vento.
Più che l'anno della crescita, ci vorrebbe l'anno dell'attenzione. Attenzione a chi cade, attenzione al sole che nasce e che muore, attenzione ai ragazzi che crescono, attenzione anche a un semplice lampione, a un muro scrostato.
Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, significa rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza.
Franco Arminio Cedi la strada agli alberi
Poesia, Paesologia, Critica sociale
L'incontro inatteso che riduce le distanze ⋯
L'amore non è il sesso
e neppure fare l'amore.
L'amore è arrivare
in un luogo imprevisto,
nello stupore di un'intimità
provvisoria che sgretola
appena un poco
la distanza che c'era prima
e quella che verrà dopo.
Franco Arminio Cedi la strada agli alberi
Poesia contemporanea, Letteratura italiana, Poesia
Riscoprire la sensualità nella quotidianità ⋯
Abbiamo bisogno di lentezza, di poeti, di gente che sa fare il pane, che ama gli alberi e riconosce il vento. Più che l'anno della crescita, ci vorrebbe l'anno dell'attentione.
Attenzione a chi cade, al sole che nasce e che muore, ai ragazzi che crescono, attenzione anche a un semplice lampione, a un muro scrostato.
Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza
Dobbiamo prendere la giornata come se fosse la nostra amata. Accarezzarla, averne cura. Riscoprire la sensualità. Il pensiero sensuale è stato sconfitto e ora domina il pensiero funzionale, l'economia. La sensualità è dispersiva, vaga, è una disposizione sempre più difficile da realizzare. Se non torniamo a bagnarci in un gusto antico, se la giornata non è sensuale, se i nostri sensi non lavorano, è una giornata di lutto, anche se non è morto nessuno.
Franco Arminio Cedi la strada agli alberi
Poesia, Raccolta poetica
Dare attenzione a ciò che non ha voce ⋯
Bisogna chinarsi sul mondo, non per conquistarlo, ma per sentirlo. La vera politica è questa, dare attenzione a ciò che non ha voce. Non servono grandi opere, ma innumerevoli piccoli gesti di cura. Rimanere dove tutti se ne vanno, guardare dove nessuno guarda più. La salvezza non è fuggire, ma restare e costruire un nido nel cuore della perdita, celebrare la vita proprio dove sembra più debole.
Franco Arminio La cura dello sguardo
Poesia, Paesologia
Cedi la strada agli alberi di Franco Arminio
Questo libro è una raccolta di pensieri, poesie e prose che incarnano la “paesologia”, la disciplina inventata dall’autore per studiare e dare valore ai luoghi marginali, i piccoli paesi dell’Italia interna. Arminio invita a un’ecologia del sentimento, a una cura dello sguardo verso ciò che è piccolo, fragile e morente. Le sue parole sono un manifesto contro la fretta e la disattenzione del mondo moderno, un appello a riscoprire il legame con la terra, con la comunità e con la nostra stessa mortalità, trovando un’immensità nascosta nell’ordinario.
Il silenzio è cosa viva di Chandra Livia Candiani
Un’opera che si muove tra poesia e prosa, esplorando il silenzio non come assenza, ma come spazio di ascolto profondo di sé e del mondo. Candiani invita il lettore a entrare in contatto con la propria vulnerabilità, a non temere il dolore, ma a vederlo come un canale di comunicazione con l’essenza della vita. Il libro è una meditazione sulla compassione, sulla gentilezza e sulla possibilità di trovare una forma di preghiera laica nel semplice atto di essere presenti, di respirare e di osservare senza giudizio le ferite proprie e altrui.
Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani
Di fronte a una diagnosi di cancro, il giornalista Tiziano Terzani intraprende un viaggio che è sia fisico che spirituale, alla ricerca di una cura. Questo percorso lo porta a esplorare la medicina tradizionale occidentale e le più svariate terapie alternative in giro per il mondo. Il libro diventa una profonda riflessione sulla vita, la morte e la malattia. Terzani arriva a comprendere che l’obiettivo non è sconfiggere la morte, ma accettarla come parte del ciclo della vita, abbandonando l’arroganza della modernità per un’esistenza più saggia, consapevole e in armonia con l’universo.



















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