Anarchia della produzione
In regime capitalistico la produzione è determinata dalla volontà unilaterale del capitalista, il quale decide la qualità e la quantità della sua produzione. Tale decisione deriva unicamente dalla necessità di acquisire il maggior profitto possibile che verrà accumulato e reinvestito, per crearne del nuovo e in quantità sempre maggiore.
In base a questi calcoli il capitalista decide se aumentare, diminuire o mantenere costante la propria produzione. Essa è dunque unicamente determinata dalle leggi di mercato, non programmata in base alle aspettative sociali come invece vorrebbe la trasformazione socialista della produzione. Il regime produttivo è perciò «anarchico», e in esso, come afferma Engels, «il prodotto domina il produttore».
L’anarchia di produzione si ripropone su vasta scala anche con la concentrazione di capitale, poiché nell’ambito del capitalismo monopolistico il fine della produzione è pur sempre il massimo profitto non più individuale, ma da ripartire tra le diverse figure del capitalismo monopolistico stesso.
Una forma caratteristica di anarchia della produzione è rappresentata dalla fabbricazione di prodotti industriali la cui vendita può essere sollecitata solo artificialmente con mezzi pubblicitari, come nell’industria dell’abbigliamento dove talvolta il reale fabbisogno dei prodotti è del tutto secondario rispetto alle esigenze del profitto.

Crediti
 Autori Vari
 Dizionario enciclopedico marxista
  www.resistenze.org
  a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare di Torino
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Quotes per Autori Vari

Il governo degli Stati Uniti, lo stesso giorno dell'esecuzione di Sacco e Vanzetti, ordina di distruggere tutti i filmati del funerale dei due Anarchici. Il giornalista Anarchico toscano Aldino Felicani, emigrato nel 1914 negli Stati Uniti, conscio dell'importanza dell'evento, oltre ad articoli sul giornale L'Agitazione, incarica alcuni cineoperatori di riprendere in segreto il funerale.

Tutto passa attraverso la persona e nulla può esser definito a priori.

Chi tiene il neo e non lo vede, tiene la sorte e non lo crede.

I veri sentimenti penetrano attraverso gli ostacoli e non esistono metalli né pietre né acqua o fuoco che possano fermare la forza del cuore. Nulla può superare quello che è unito dall'emozione, dal dovere e dalla ragione.

Un frutto deve putrefarsi per generare il seme che entra nella terra, producendo una nuova vita. Ed è così che la natura insegna che proprio dal culmine del negativo nasce l'inizio del positivo. Per questo la luce non potrà mai essere sconfitta dal buio.