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Movimento contadino
I contadini, soprattutto i piccoli proprietari e i braccianti, occupano una posizione fondamentale nei rapporti di produzione capitalistici. La stessa nascita della società borghese moderna ha avuto come fondamento una profonda trasformazione dei rapporti di produzione nelle campagne.

Al rapporto feudale (Feudalesimo) e a quello di mezzadria (spartizione degli utili tra colono e proprietario) si sostituì da una parte la tendenza allo sfruttamento estensivo delle colture anche con l’aiuto delle macchine, e dall’altra la necessità per la gran massa dei coltivatori di vendere la loro forza-lavoro.

Le opprimenti condizioni di vita nonché una certa presa di coscienza da parte dei contadini, furono all’origine di forme di associazionismo spontanee, che col tempo divennero leghe e in seguito formarono un vero e proprio movimento politico organizzato. Il movimento dei contadini costituisce il più valido alleato del movimento operaio nella lotta di classe.

Il ruolo del movimento contadino è sempre stato oggetto di analisi all’interno dei partiti comunisti: infatti la stessa origine sociale dei contadini li ha sempre relegati al margine della vita politica in quanto, come osserva Gramsci, è molto difficile che i contadini riescano a formare nel loro interno un gruppo di intellettuali e di organizzatori politici che siano in grado di far valere i loro interessi.

Anche Gramsci tuttavia rilevò che la partecipazione dei contadini è condizione indispensabile per la costituzione di un partito comunista e soprattutto per l’organizzazione e l’attuazione della rivoluzione sociale: «… i contadini organizzati diventeranno un elemento di ordine e di progresso; abbandonati a sé stessi, nell’impossibilità di svolgere un’azione sistematica e disciplinata, essi diventeranno un tumulto incomposto, un disordine caotico di passioni esasperate fino alla barbarie più crudele dalle sofferenze inaudite che si vanno profilando sempre più spaventosamente».

E aggiunge: «… la rivoluzione comunista è essenzialmente un problema di organizzazione e di disciplina (…) ma con le sole forze degli operai d’officina la rivoluzione non potrà affermarsi stabilmente e diffusamente: è necessario saldare la città alla campagna, suscitare nella campagna istituzioni di contadini poveri sulle quali lo Stato socialista possa fondarsi e svilupparsi, attraverso le quali sia possibile allo Stato socialista promuovere l’introduzione delle macchine e determinare il grandioso processo di trasformazione dell’economia agraria» Gramsci, Operai e contadini, in Ordine nuovo, 2 agosto 1919, p. 87.


Dizionario enciclopedico marxista

Crediti
 Autori Vari
 Dizionario enciclopedico marxista
  www.resistenze.org
  a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare di Torino
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