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Rendita o rendita fondiaria
È costituita da ciò che i proprietari della terra ricavano da coloro che la lavorano. Così nel periodo feudale i servi erano tenuti a lavorare una parte della settimana per i proprietari terrieri cioè per i signori dei feudi; questa forma di rendita proveniente dal lavoro obbligatorio di persone che non avevano la condizione giuridica di schiavi ma che di fatto dovevano comportarsi come tali per una parte del loro tempo, è stata alla base dell’economia per quasi tutto il medioevo. È definita una rendita in lavoro per distinguerla da una forma di rendita sviluppatasi successivamente e caratterizzata dal fatto che il contadino non ha più l’obbligo legale di fornire a intervalli regolari prestazioni lavorative al proprietario del fondo, ma quella di cedergli una parte del prodotto, donde il nome di rendita in prodotto.

Quando comincia a subentrare la possibilità di convertire in denaro il prodotto della terra grazie allo stabilizzarsi di un mercato dei prodotti agricoli, la rendita in prodotto diventa rendita monetaria; fatto che storicamente coincide – e ne è parte integrante – col processo di dissoluzione del modo di produzione feudale.

Con l’affermarsi del capitalismo anche l’agricoltura è dominata dalle regole proprie del nuovo modo di produzione; per usare le parole di Marx, l’economia agricola viene esercitata da capitalisti che possono distinguersi dagli altri solo per il settore particolare in cui sono investiti i loro capitali e per il tipo di lavoro salariato che questi capitali attivano. Anche qui, con l’ovvia eccezione dei piccoli proprietari, il cui numero decresce continuamente, si manifestano le tre caratteristiche essenziali del capitalismo: la produzione è destinata al mercato, i mezzi di produzione sono concentrati in poche mani, il lavoro è salariato. Il proprietario di una certa superficie di terra non la lavora o ne può lavorare solo una piccola parte, non vende comunque la propria forza-lavoro e riceve la propria rendita in virtù del riconoscimento giuridico della proprietà. Il denaro che egli ottiene non può dunque provenire che dal lavoro non pagato di altri, essere cioè un plusvalore; la rendita fondiaria non è altro, allora, che una parte del plusvalore creato dalla produzione agricola.

Capitale e profitto, terra e rendita fondiaria, lavoro e salario, costituiscono la «formula trinitaria» che indica i punti chiave del processo sociale di produzione; la formula, secondo quanto Marx scrive nelle ultime pagine dell’incompiuto libro III del Capitale, si riferisce anche alle tre grandi classi della società moderna: gli operai salariati, i capitalisti e i proprietari fondiari, spesso indicati col termine francese di rentiers. Il potere di questi ultimi è in costante diminuzione nei paesi ad alto sviluppo e la loro classe assume sempre più il carattere di una sottoclasse di quella capitalistica propriamente detta.

Nella rendita fondiaria occorre distinguere tra rendita assoluta e rendita differenziale. La prima, spiega Marx nella 6ª sezione del libro III del Capitale, proviene dal fatto che capitali di ugual grandezza impiegati in differenti settori produttivi portano, in rapporto alla loro composizione media, a quantità diverse di plusvalore mantenendo invariato il saggio dello stesso o il grado di sfruttamento del lavoro; nel settore industriale le diverse masse di plusvalore si uniformano al profitto medio e si distribuiscono in modo omogeneo tra i singoli capitali del settore. La proprietà terriera impedisce invece un’analoga tendenza nei capitali investiti nei suoli e si appropria di un’aliquota di plusvalore sottraendola ai capitalisti industriali. La rendita assoluta è appunto questa frazione di plusvalore (Plusvalore, Profitto).

La rendita differenziale è invece quella calcolata in base alla produttività dei terreni e può derivare sia dalle loro caratteristiche naturali, sia dai miglioramenti ottenuti con l’uso di appropriati mezzi tecnici cioè con l’ulteriore investimento di capitali.

Da quanto detto risulta evidente che il concetto di rendita differenziale è connesso con gli aspetti qualitativi e quantitativi della produzione basata sull’uso dei suoli, mentre il concetto di rendita assoluta riguarda piuttosto la sfera della ripartizione del plusvalore tra settori produttivi diversi.

Dizionario enciclopedico marxista

Crediti
 Autori Vari
 Dizionario enciclopedico marxista
  www.resistenze.org
  a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare di Torino
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