TeoriaAll’avanzamento, al progresso e alla diffusione della teoria intesa come corpo organico di conoscenze dello sviluppo storico, sociale ed economico, i classici del marxismo hanno sempre attribuito un’importanza decisiva. È infatti alla qualità stessa del suo apparato teorico che il marxismo deve le sostanziali differenze con altre teorie ispirate a propositi di giustizia sociale ma unilaterali, lontane dalla realtà, incapaci di fornire spiegazioni convincenti e soprattutto senza la consapevolezza del rapporto esistente tra il momento teorico e la prassi. La critica più aspra della società borghese e delle sue ingiustizie non spiega ancora perché le cose stiano così e non altrimenti, non dice niente sul modo in cui funziona il capitalismo, non porta ad alcuna conoscenza dei motivi della sua riuscita e della sua affermazione; questo è accaduto nel socialismo premarxista che criticava «… il vigente modo di produzione capitalistico e le sue conseguenze, ma non poteva darne una spiegazione, né quindi venirne a capo: non poteva che respingerlo semplicemente come un male. Quanto più esso inveiva contro lo sfruttamento della classe operaia, inseparabile dal modo di produzione capitalistico, tanto meno era in grado di spiegare chiaramente in che cosa consista e come sorga questo sfruttamento» Engels, Antidühring, p. 33.

Solo una teoria saldamente ancorata alla realtà poteva togliere dalla confusione e dall’impotenza le forze che gravitavano intorno a questo «socialismo delle invettive»; una teoria, precisa Engels, che non si limitasse a guardare prevalentemente le conseguenze del capitalismo ma affrontasse il problema delle sue cause e dei suoi complessi meccanismi interni.

Si capisce allora l’importanza attribuita alla teoria nell’ambito del marxismo e appare chiara la necessità di svilupparla ulteriormente con nuove ricerche; è grazie al proprio rigore, all’efficacia nell’analisi della realtà, al suo affermarsi come costante punto di riferimento nelle questioni pratiche di ogni genere che la teoria del marxismo si definisce in modo così specifico da potersi costituire in espressione rivoluzionaria del proletariato.

L’abbandono, tacito o conclamato, dell’interesse teorico corre parallelo alla rinuncia dei principi essenziali del marxismo; nel 1899 la socialdemocrazia era in una fase di grave sbandamento teorico al quale facevano riscontro iniziative politiche assai poco convincenti per dei partiti operai; dietro le rispettabili parole d’ordine contro il dogmatismo, il «dottrinarismo», la «mummificazione del pensiero» si celavano – come Lenin doveva constatare un paio di anni dopo – «l’indifferenza e l’impotenza nei riguardi dello sviluppo del pensiero teorico» e ciò era connesso con il fatto «che la grande diffusione del marxismo è stata accompagnata da un certo abbassamento del livello teorico» dovuto all’adesione «di molta gente la cui preparazione teorica era infima e persino nulla», spinta a entrare nel movimento «in virtù della sua importanza pratica e dei suoi progressi pratici».

A questo insieme di cose risalivano le tendenze a mettere in secondo piano, se non a dimenticare o rifiutare, i principi essenziali del marxismo, in vista di effettivi o ipotetici risultati pratici; rifacendosi alla Critica del programma di Gotha, Lenin ricorda che Marx stesso aveva scritto ai capi del partito di cercare tutti gli accordi necessari ai fini pratici del movimento, ma di non fare mai «commercio dei principi», né concessioni sul piano teorico.

Tutta la questione è riducibile dunque a un punto centrale: «Senza teoria rivoluzionaria non vi può essere movimento rivoluzionario. Non si insisterà mai troppo su questo concetto in un periodo in cui la predicazione opportunistica di moda è accompagnata dall’esaltazione delle forme più ristrette dell’azione pratica» Che fare?, p. 55.

L’abbandono degli interessi teorici o il loro spostamento in sfere lontanissime dall’attività pratico-politica è dunque, come si è detto, uno dei modi per ignorare i principi essenziali del marxismo e il loro contenuto rivoluzionario; la rivendicazione del ruolo della teoria non vuol dire privilegiare il piano teorico rispetto agli altri sui quali si svolge la lotta di classe, ma semplicemente ricordare la loro stretta connessione. Né, d’altra parte, ha mai voluto dire attaccamento statico e astratto, in una parola, dogmatico, alle idee elaborate dai fondatori del marxismo.

«Noi non consideriamo affatto la teoria di Marx come qualcosa di finito e di intangibile; siamo convinti, al contrario, ch’essa ha posto soltanto le pietre angolari di quella scienza che i socialisti devono far progredire in tutte le direzioni se non vogliono farsi distanziare dalla vita» Lenin, Il nostro programma, in Marx-Engels-Marxismo, pp. 100-101.

Accanto all’uso della parola teoria nel senso di base teorica del marxismo se ne trova al suo interno un altro il cui senso si può cogliere facilmente nell’opposizione a pratica o a prassi. In proposito sono da considerare almeno questi punti: Marx e Engels elaborarono per la prima volta una teoria comprensiva dell’intero campo della realtà, al cui interno è contenuta la richiesta di essere giudicata non per mezzo degli abituali strumenti teorici ma dal confronto con l’attività pratica degli uomini; una teoria cioè che affida il giudizio su sé stessa, sulle sue asserzioni e sui suoi procedimenti, alla verifica dei fatti concreti.

La richiesta di questo giudizio proviene dalla convinzione scientifica che ogni teoria dipende dal grado di sviluppo della produzione materiale in un dato momento storico, vale a dire dal grado di sviluppo dell’attività pratica degli uomini che crea perciò anche le condizioni per il livello intellettuale del singolo; la situazione è sintetizzata da una celebre frase: «L’esistenza di idee rivoluzionarie in una determinata epoca presuppone già l’esistenza di una classe rivoluzionaria».

Una teoria è contemporaneamente una parte della scienza in quanto insieme di conoscenze scientifiche e il risultato, il prodotto, della scienza in quanto attività di ricerca che ha per oggetto fenomeni reali. Si comprende allora come ogni teoria abbia la sua origine nella pratica o, meglio, come questa costituisca tra l’altro la sfera comune, il punto d’incontro tra il pensiero che produce la teoria e la realtà alla quale si riferisce.


Crediti
 Autori Vari
 Dizionario enciclopedico marxista
  www.resistenze.org
  a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare di Torino
 SchieleArt •   • 

Tags correlati
Valuta:

Media: 0 (0 voti).