Non può esserci uguaglianza tra sfruttatori e sfruttati.
Una persona che condivide seriamente l’idea di Marx secondo cui lo Stato non è altro che una macchina per l’oppressione di una classe da parte di un’altra, e che si fosse soffermata a riflettere su questa verità, non sarebbe mai arrivata all’assurdo di dire che le organizzazioni operaie, capaci di combattere il capitale finanziario, non devono trasformarsi in organizzazioni di Stato. Questo rivela la mentalità piccolo-borghese, per la quale lo Stato è, nonostante tutto, un’entità al di sopra delle classi sociali o indipendente da esse.
In effetti, perché i lavoratori possono condurre una lotta decisiva contro il capitale, che non solo domina i salariati ma anche il popolo intero e tutta la classe media, e non possono trasformare le loro organizzazioni in organizzazioni di Stato? Perché il piccolo-borghese teme la lotta di classe e non la porta fino in fondo, fino alle sue conseguenze più importanti. Ha paura di spingersi fino al termine del ragionamento e di affrontare ciò che da esso deriva.
Solo un reazionario, nemico della classe operaia, servitore della borghesia, può oggi dedicarsi a celebrare i presunti incanti della democrazia borghese e a cianciare sulla purezza della democrazia, rivolgendosi a un passato ormai superato. La democrazia borghese era progressista in confronto al Medioevo, e si doveva sfruttarla. Ma oggi è insufficiente per i lavoratori. Ora bisogna guardare non al passato, ma al futuro: bisogna sostituire la democrazia borghese con la democrazia operaia. È stato possibile (e necessario) svolgere il lavoro preparatorio della rivoluzione proletaria nell’ambito dello Stato democratico borghese, ma rinchiudere la classe operaia entro quei limiti quando si arriva alle battaglie decisive significa tradire la causa dei lavoratori, significa essere dei veri rinnegati.
Il potere eterno di una dittatura stabile ⋯
Un potere che non lascia spazio al dissenso diventa eterno, e la tecnologia potrebbe renderlo più stabile di qualsiasi dittatura umana.
Hannah Arendt Le origini del totalitarismo
Filosofia politica, Teoria critica, SaggisticaPresenza oltre l'Apparenza ⋯
La rivoluzione del silenzio non è fuga dalla realtà ma immersione profonda in essa, perché solo attraverso la consapevolezza del presente possiamo liberare la mente dalla schiavitù degli stimoli esterni e costruire una vita fondata su principi etici autentici e relazioni significative
Tiziana Piredda La Rivoluzione del Silenzio
Filosofia, Spiritualità, PsicologiaL'architettura modellata dalla paura ⋯
Nelle città globali, gli spazi sono sempre più fortificati e sorvegliati. La paura dell'altro modella l'architettura, creando enclavi per i ricchi e ghetti per i poveri. Lo spazio pubblico, luogo di incontro e democrazia, svanisce.
Zygmunt Bauman La solitudine del cittadino globale
Sociologia, UrbanisticaAnima della democrazia ⋯
Quando il diritto alla vita diventa dipendente dal reddito, la democrazia perde la sua anima. Lo Stato non può lavarsene le mani dicendo che non ci sono soldi: ci sono sempre per i salvataggi finanziari.
Gustavo Zagrebelsky Il sacro diritto alla vita
Politica, Etica, EconomiaStato e autorità morale ⋯
La debolezza dello Stato italiano è da ricercare nella sua incapacità di imporre la propria autorità morale, lasciando spazio a figure che si appropriano del potere senza una vera e propria visione di bene pubblico.
Ernesto Galli della Loggia Il senso dello Stato. La storia d'Italia dal dopoguerra a oggi
Analisi politica, Storia contemporanea
Il capitale di Karl Marx
Saggio fondamentale sull’economia politica. Marx, autore del testo, analizza lo Stato come strumento di oppressione, un’eco alla critica del limite borghese e alla necessità di una democrazia operaia rivoluzionaria.
La rivoluzione tradita di Lev Trotzkij
Critica della degenerazione rivoluzionaria. Trotzkij si collega al testo denunciando i traditori della causa operaia, un richiamo alla lotta decisiva contro il capitale che richiede un superamento dello Stato borghese.
Lo stato e la rivoluzione di Vladimir Lenin
Saggio sulla trasformazione politica. Lenin approfondisce l’idea marxiana dello Stato, simile al testo, un appello a sostituire la democrazia borghese con un potere operaio per una vera uguaglianza sociale.







Ancora nessun commento