Devi andare e negareIn conseguenza di una mia nomina pretemporale [ndr. parla il diavolo], che non sono mai riuscito a capire, io sono destinato a negare, mentre io sono sinceramente buono e assolutamente non incline al diniego.
No, devi andare e negare, senza il diniego non ci sarà critica e che giornali ci sarebbero senza la sezione della critica? Senza critica ci sarebbe soltanto l’osanna. Ma per la vita non basta l’osanna, l’osanna deve essere messo alla prova attraverso il crogiolo del dubbio, e così via con altra roba del genere.

Comunque in queste cose io non ci metto il naso, non sono stato io a creare il mondo, quindi non ne rispondo neppure. Così hanno scelto il loro capro espiatorio, mi hanno costretto a scrivere sulle pagine della critica e così è stata resa possibile la vita. Noi la capiamo questa commedia: io, per esempio, esigo semplicemente la mia distruzione.
No, vivi, mi dicono, perché senza di te non esisterebbe nulla. Se sulla terra fosse tutto razionale, non accadrebbe mai nulla. Senza di te non ci sarebbe alcun avvenimento e invece è necessario che ci siano avvenimenti. E così, con una stretta al cuore, io lavoro perché si verifichino eventi e creo l’irrazionale su ordinazione.

Gli uomini prendono tutta questa commedia per una cosa seria, nonostante tutta la loro innegabile intelligenza. Proprio in questo consiste la loro tragedia e soffrono, naturalmente, ma… tuttavia, in compenso, vivono nella realtà, non nella fantasia; giacché anche quella sofferenza è vita.
Senza sofferenza, che soddisfazione ci sarebbe?

Tutto si trasformerebbe in un Te Deum senza fine: tutto sarebbe santo sì, ma anche un pochino scocciante. E io invece? Io soffro eppure non vivo. Io sono la x di un’equazione indefinita. Sono una specie di fantasma della vita che ha perduto tutti i principi e i limiti ed ha finito per dimenticare persino il proprio nome.

Crediti
 Fëdor Dostoevskij
 I fratelli Karamazov
 SchieleArt •   • 

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