Dimenticare il tempo
Si, la morte. La morte deve essere così bella. Riposare sotto la soffice terra bruna, con l’erba che ti ondeggia sopra la testa, e ascoltare il silenzio. Non avere passato, né futuro. Dimenticare il tempo, perdonare alla vita e raggiungere finalmente la pace. Tu puoi aiutarmi, puoi aprire per me i portali della Casa della Morte, poiché l’amore ti accompagna sempre e l’amore è più forte della morte.

Una tra le più belle narrazioni di Wilde, Il Fantasma di Canterville, la cui storia si svolge nella campagna inglese, dove una famiglia americana compra un castello, con annesso un fantasma alquanto molesto, che impaurisce, chiunque abiti in questa dimora. Il fantasma è un certo Sir Simon che nel 1575 uccise sua moglie, e morì a sua volta di fame, per mano dei fratelli della stessa consorte, ed è così, costretto a vagare nel castello senza pace. A dispetto però, dei suoi tentativi di impaurire i nuovi inquilini, questi, non solo non si scompongono affatto, ma cominciano a loro volta a maltrattare il fantasma. Solo la figlia più piccola, Virginia, prova pietà per il povero spettro, nonostante fosse a conoscenza del misfatto, e lo rimproveri per la sua malvagità: «È una cosa terribile uccidere qualcuno» disse Virginia, con tono molto serio. «Oh, come odio l’astratto moralismo! Mia moglie era una donna bruttissima, non era capace di stirarmi i vestiti e per giunta non sapeva nulla di cucina…Comunque, non importa, acqua passata… Ma insomma, anche se l’avevo uccisa, non è stato meno malvagio, da parte dei suoi fratelli, farmi morire di fame!». «Morire di fame! Oh, signor Fantasma, voglio dire, signor Simon, è molto affamato? Ho qui con me degli ottimi sandwich, ne vuole un po’?». «No, grazie, sono anni che non mangio; ma è molto gentile da parte tua tutto questo». Il fantasma allora le chiede di intercedere presso l’Angelo della morte, per avere il perdono e poter finalmente riposare in pace. Virginia accoglie la richiesta e riuscirà a liberare la sua anima. In questo racconto ci sono due culture a confronto, quella inglese e quella americana, coi loro pregi e difetti, e il tutto venato da quel sottile umorismo tipico e dissacratore di Wilde, in quella che è la sua capacità di contenere e mostrare gli estremi di ogni situazione o stato d’animo. In sottofondo, muovono però, le note spirituali più intense, quelle della pietà e del perdono, che pochi sono inclini a riconoscere, e che porta alla completa redenzione dell’essere umano. Quell’amore universale, che è più forte della vita e della morte, e che ci rivela altresì, l’incommensurabile sensibilità e dolcezza dell’autore, quel genio che risponde al nome di Oscar Wilde.

Crediti
 Emma Capurso
 Pinterest • Henry Fuselli  • 

Tags correlati
Valuta:

Media: 0 (0 voti).