Dire non si può ciò che non si lascia dire
Non v’è simbolo più appropriato per dire l’esperienza che è divenire del fluire ma, appunto il fluire è quel divenire che ha tutti i termini del problema e non è per il divenire se non un simbolo, o il rimando ai problemi che esso del divenire nasconde e conserva non che esso risolve; a meno di voler chiarire che del fluire non si da problema e che ogni problema che pretenda di oggettivare il divenire nasce dall’aver dimenticato che il divenire esclude le parti come momenti o come istanti dei quali si possa analiticamente dare ragione. Il ricorso all’immagine del fluire non servirebbe se non a nascondere il problema con un’immagine, se non si chiarisse anche che l’immagine del fluire si inscrive ancora nel divenire, fino a che non si chiarisca, insomma, la dialettica del suo recupero. Non ancora veramente pensato è il divenire con il ricorso alla più efficace immagine in cui da millenni lo fissa idealmente la speculazione filosofica, poiché la seconda volta in cui è impossibile toccare la medesima acqua è sempre la prima volta, poiché anche il primo nel fluire di sé, è sempre altro da sé; portata fino in fondo, l’antica immagine implica il proprio opposto, nel permanere immobile, di un fluire che mette fuori possibilità il suo stesso venir detto.

Crediti
 Giovanni Romano Bacchin
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