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[…] il ‘sapere di non sapere‘ è la struttura del desiderio di sapere e non soltanto la condizione […] ma non come negazione del sapere, bensì come sua privazione.
Privazione in quanto ‘insufficienza‘ che è limitazione inaccettabile, limitazione da superare nell’atto stesso in cui si accetta quel limite insuperabile che è la necessità di andare oltre.
Se cerchiamo di sapere è perché il sapere in cui siamo ci è insufficiente, cioè perché il limite che esso ci impone non coincide con il nostro «essere», anche se esso costituisce il nostro «esistere».

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