Diventare degni della costruzione cosmicaAlla fine si tratta solo di diventare degni, intellettualmente ed esistenzialmente, dell’incessante costruzione che porta la materia caotica primordiale a generare la stupefacente complessità della vita, e l’ancora più stupefacente complessità dell’intelligenza e dell’amore. Null’altro: dire di sì al processo cosmico in modo libero, responsabile e possibilmente lieto. Ed ancora: È il nostro corpo in quanto fenomeno fisico a offrirci la più plausibile risposta al senso del nostro essere qui, non dobbiamo andare lontano per trovarla, è vicinissima, è dentro ognuno di noi. Il nostro corpo, in quanto risultato della logica dell’armonia relazionale che governa la natura, è la nostra stella, o, per riprendere la celebre espressione di Archimede di Siracusa («Dammi un punto di appoggio e solleverò la Terra»), il punto di appoggio su cui fare leva. Mi chiedo quale luce seguire, mi chiedo su che cosa appoggiarmi, e mi rispondo riferendomi alla logica che mi ha portato all’esistenza e che mi mantiene in essa: la logica dell’aggregazione o dell’armonia relazionale. […] Tutto questo processo, iniziato miliardi di anni fa con la polvere primordiale dell’energia caotica, e possibile grazie alla logica dell’armonia. Se la nostra energia costitutiva non fosse informata da tale logica che porta a relazioni sempre più complesse e articolate, non ci sarebbe la vita, né la mente che si chiede perché c’è la vita, né ci sarebbe la libertà di scegliere tra le diverse risposte elaborate dalla mente. Anche chi dice di no alla vita perché la ritiene ingiusta e insensata lo può fare solo grazie a questa logica di armonia relazionale. Il processo cosmico però non conosce una logica lineare, tale da produrre sempre e solo armonia. È abitato piuttosto da una logica che comporta momenti di disordine e di caos, sia nel fenomeno cosmo sia nel fenomeno umano, i quali entrambi ospitano «rotture di simmetria e di equilibrio», che nel cosmo si chiamano esplosioni e nell’uomo malattie (del corpo, della psiche e dello spirito). La logica di aggregazione tesa all’armonia relazionale non sfugge alla precarietà, è esposta a imprevisti e contraddizioni […] E tuttavia, quando nella vita si costruiscono momenti di relazionalità armoniosa all’insegna del bene, della giustizia e dell’amore, si sperimenta con luminosa chiarezza che la propria umanità si compie, perlomeno questa e la mia esperienza. E in questo senso possiamo parlare di una missione dell’essere umano: siamo qui per interpretare liberamente la logica dell’armonia relazionale sotto forma di bene, di giustizia, di bellezza.

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