Child in black
Cristina Campo, bagliore letterario, fu ben più che una donna letterata. O non la sentirei così vicina, così tuttora fraterna… Essa invita a meditare non sulla propria soltanto, ma sulla scrittura, sull’ars dello scrivere, sulla Parola originaria che diventa, in una diaspora stellare illimitata, scrittura alfabetica, stile che afferra, forma metaparlante, pane soprasostanziale: miracolo possibile solo a chi ebbe con gli archetipi un rapporto stretto stretto, a chi fu reso atto a percepire le sonorità misteriose, oscure, che secerne il silenzio prudente delle Madri.

Crediti
 Guido Ceronetti
 Agli dei Mani di Cristina
  a cura di Monica Farnetti e Giovanna Fozzer
 SchieleArt •  Child in black • 1911




Quotes per Guido Ceronetti

Il tè […] le poche volte che ho dovuto prenderlo in compagnia […] è stato una specie di pena, perfino di smarrimento… Qualcosa che ne strangola il piacere, obbligando a scambi futili di parole, e ne annulla l'effetto magico sui nervi e sul pensiero. Gli altri, in quell'attimo d'amore tra uomo e foglia del tè, diventano degli spiacevoli voyeurs… Così, finché potrò, prenderò il tè in solitudine.  La pazienza dell'arrostito

Tutto è fatto banca, museo, archivio; tutto quel che chiamiamo Vita è già nelle teche; visitatori e clienti gli ex vivi, i Refaim letterali, i Deboli. Avere voglia ancora di questo non-vivere, che per molti è già lo stato normale, è veramente da anime morte, che un filo elettrico fa ballare, perché possano visitare, nelle ore di apertura, il Museo della Vita.  Il silenzio del corpo

Finché avranno voglia di uccidere, non perderanno il gusto di generare… Scaraventiamo tutto in questi poveri vasi, tutte le escrezioni dell'anima, tutte le malattie della mente, tutto il nero della vita, e lo chiamiamo amore. E se questo nostro veleno non si trasforma in un essere che ci somiglia, ci troviamo imperfetti, mortali, senza sostegno.

Se si sappia vivere da vinti, lo si è un po' meno.

La morte come liberatrice dall'Informazione.