Dormiva, proprio come l'Africa
Lo Straniero e il suo Cuore di tenebra, scanditi dal Tempo di uccidere. Ho messo insieme queste tre opere di scrittura formidabili, legate da quel viaggio all’interno dell’animo umano, che è il vero lusso che pochi vogliono o possono permettersi, perché non si tratta di quel tipico coinvolgimento dato dall’evasione ma di un coinvolgimento più profondo, viscerale direi. Qui vi si arriva, nonostante sia proprio da dove veniamo, non si può essere instradati, insomma, non solo da leggere, ma letteralmente da vivere. E allora mi chiedo: si può recensire un vissuto? La mia risposta è no, anche se, volendo lo si fa, del resto volere è potere, ma poter avere ciò che non si ha, ciò che non si è, potere che resta come possibilità, resta appunto, poiché dal momento che lo si mette in atto, già non è più lo stesso. Lasciare la parola a questo punto è cosa buona e giusta…

E questa volta senza alzarsi, l’arabo ha estratto il coltello e me l’ha presentato nel sole. […] Quella spada ardente mi corrodeva le ciglia e frugava nei miei occhi doloranti. È allora che tutto è vacillato. […] Tutta la mia persona si è tesa e ho contratto la mano sulla rivoltella. Il grilletto ha ceduto, ho toccato il ventre liscio dell’impugnatura e è la, in quel rumore secco e insieme assordante, che tutto è cominciato. Mi sono scrollato via il sudore ed il sole. Ho capito che avevo distrutto l’equilibrio del giorno, lo straordinario silenzio di una spiaggia dove ero stato felice. Allora ho sparato quattro volte su un corpo inerte dove i proiettili si insaccavano senza lasciare traccia. E furono come quattro colpi secchi che battevo sulla porta della sventura. (Lo Straniero)

Qualcosa era nato in me che non sarebbe più morto. […] Era nato al contatto di quella buia donna. Oppure avevo ritrovato qualcosa? […] Profonda bellezza di lei nel sonno. […] Dormiva, proprio come l’Africa, il sonno caldo e greve della decadenza, il sonno dei grandi imperi mancati che non sorgeranno finché il signore non sarà sfinito dalla sua stessa immaginazione e le cose che inventerà non si rivolgeranno contro di lui. […] Tutto dunque era in ordine e il sonno di lei faceva parte del quadro. Vidi un’ombra a venti passi da me e toccai istintivamente la rivoltella. […] L’ombra era di nuovo scomparsa, non potevo vederla, aveva aggirato un macigno e la, acquattata, aspettava. […] Lentamente, senza produrre il minimo scricchiolio, aggirai il macigno che ci serviva da rifugio. Lasciavo indifesa per un attimo la donna; era un rischio che dovevo correre, mi dicevo che frattanto nulla sarebbe successo. […] Ecco rapidissima l’ombra passarmi davanti. Strisciò sulla terra per un attimo illuminata dal fuoco: fu un lampo. Sparai due volte. […] La bestia scomparve urlando e la sentii lontano, più tardi, agonizzare. Ritornai verso la donna. Tutto quello che successe dopo, ancora stento a crederlo. La donna s’era gettata bocconi e si premeva una mano sul ventre. Dopo un istante, ancora immersa in un sonno assurdo, gettò un primo lamento lungo, straziante […] Era il lamento selvaggio, la protesta che teniamo in serbo per l’ultima ora, quando arriva troppo presto e ci sorprende. Era soprattutto il lamento di chi non vuol crederci. (Tempo di uccidere)

Era… un bel saggio di scrittura. […] Cominciava con il dichiarare che noi bianchi, al punto di sviluppo a cui siamo arrivati, dobbiamo necessariamente apparire a loro (ai selvaggi) come degli esseri soprannaturali; ci accostiamo a loro con una forza quasi divina, ecc., ecc. Con il semplice esercizio della nostra volontà possiamo esercitare un potere, al servizio del bene, praticamente illimitato, ecc., ecc. A quel punto si librava trasportandomi in alto. La perorazione era magnifica, anche se difficile da ricordare, capite. Mi fece pensare a un’Immensità esotica retta da un’augusta Benevolenza. Mi fece fremere di entusiasmo. Era questo il potere illimitato dell’eloquenza -della parola -di nobili parole infiammate. […] Era molto semplice, e come conclusione di quel commovente appello a tutti i sentimenti più altruistici, balenava davanti a voi, luminosa e terrificante, come un fulmine a ciel sereno: Sterminare tutti questi bruti! (Cuore di tenebra)

Crediti
 Anna Maria Tocchetto
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