Fëdor Dostoevskij è spesso considerato un precursore del pensiero esistenzialista, nonostante non abbia mai aderito a una corrente filosofica organizzata. Nei suoi romanzi, specialmente in Crimine e castigo, Il giocatore, I demoni e I fratelli Karamazov, emerge con forza il conflitto interiore dell’individuo moderno: tra fede e incredulità, libertà e colpa, orgoglio e umiliazione. I suoi personaggi non sono semplici protagonisti narrativi, ma voci di una battaglia cosmica dentro l’anima umana.
In particolare, Raskol’nikov in Crimine e castigo incarna il dramma esistenziale per eccellenza. Convinto della propria superiorità intellettuale, si sente autorizzato a violare la morale comune per dimostrare di essere un uomo straordinario. Ma dopo l’omicidio, non trova liberazione, bensì tormento psicologico, alienazione e crisi spirituale. È qui che si rivela il nucleo esistenzialista: l’azione non può essere giustificata da teorie astratte; ogni scelta ha conseguenze concrete sull’essere dell’individuo.
Dostoevskij mette in scena l’angoscia della libertà: non come conquista, ma come peso insostenibile. L’uomo moderno, libero dal dogma religioso, scopre di dover creare il proprio senso, ma questa libertà lo getta nel caos. Nel dialogo tra Ivan e Alëša in I fratelli Karamazov, la famosa frase Se Dio non esiste, allora tutto è permesso diventa il grido di un’epoca smarrita.
Tuttavia, Dostoevskij non si ferma alla disperazione. Accanto alla negazione, offre la redenzione attraverso la sofferenza, l’amore e l’umiltà. Sonia, in Crimine e castigo, rappresenta questa via: non con la ragione, ma con la fede e la compassione, indica una possibilità di salvezza. In questo senso, il suo esistenzialismo è religioso, non ateo: la verità non si costruisce nel vuoto, ma si riceve nell’incontro con l’altro e con il divino.
Il contributo di Dostoevskij consiste quindi nell’aver reso visibile il dramma interiore dell’uomo moderno, anticipando temi che saranno sviluppati dai filosofi esistenzialisti: l’assurdità, la responsabilità, il senso di colpa, la ricerca di autenticità. La letteratura, per lui, non intrattiene: testimonia. E in questo testimoniare, apre uno spazio per la verità esistenziale.
Questo libro offre una panoramica critica dell'esistenzialismo attraverso testi originali e analisi. Walter Kaufmann esplora pensatori come Dostoevskij, Kierkegaard, Nietzsche, Heidegger e Sartre, evidenziando come ciascuno abbia contribuito al tema centrale: la libertà, l'angoscia e l'autenticità dell'individuo. L'opera chiarisce malintesi comuni, distinguendo l'esistenzialismo vero da stereotipi popolari, e mostra la sua rilevanza etica e filosofica. Un'introduzione fondamentale al pensiero esistenzialista.
Il libro *Esistenzialismo da Dostoevskij a Sartre* di Walter Kaufmann è stato pubblicato in Italia il mese di gennaio del 1956
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L'enigma del libero arbitrio umano ⋯
Un Essere, dotato di superiore capacità di comprensione e di più perfetta intelligenza, che guardasse all'uomo e al suo agire, sorriderebbe dell'illusione umana di agire secondo libertà [...]. Questa è la mia opinione, sebbene io sappia bene che essa non è pienamente dimostrabile [...]. L'uomo rifiuta di essere considerato un oggetto impotente rispetto al corso dell'Universo. Ma la legalità degli eventi – come essa si svela più o meno chiaramente nella natura inorganica – dovrebbe forse interrompersi di fronte alle attività del nostro cervello?
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Durante la guerra, l'arte diventa una forma di resistenza e di espressione
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Solo l'uomo istruito — disse Mencio — è capace, senza un reddito permanente, di avere una mente perseverante. Il popolo, se non ha un reddito permanente, non ha una mente perseverante. Quando non ha una mente perseverante, non c'è nulla che eviti in fatto di rilassatezza, di dissolutezza, di depravazione e di licenza. Lasciarlo cadere in colpa per poi perseguirlo e punirlo, significa tendergli un tranello.
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Da un punto di vista professionale, una sola analogia sembrava adattarsi abbastanza bene al difficile caso. Remoto, enigmatico, inaccessibile, il Grande Mafioso non era mai stato visto a volto scoperto; ma il Suo immenso potere si manifestava ovunque, e tutti erano consapevoli di non poter muovere un passo, fare un gesto, senza che Egli lo venisse subito a sapere. Anche altri attributi corrispondevano: la smisurata ferocia, le dure lezioni impartite a nemici e traditori, temperate tuttavia da tenerissime indulgenze, da subitanei, quasi capricciosi slanci di generosità nei confronti di vedove, anime semplici, bambini.
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Riflessione, Teologia, Saggistica
La felicità risiede nella flessibilità ⋯
Nella vita non si può evitare il cambiamento, non si possono evitare le perdite. La libertà e la felicità risiedono nella flessibilità e nella facilità con le quali ci muoviamo attraverso il cambiamento.
Autori Vari
Aforisma motivazionale, Riflessione sul cambiamento
Il ribelle di Albert Camus
Albert Camus esplora il tema della ribellione umana di fronte all’assurdità del mondo. Attraverso un’analisi filosofica e storica, mostra come l’uomo, pur sapendo che l’universo è privo di senso, continui a lottare per la giustizia e la dignità. Il libro collega esistenzialismo, nichilismo e politica, rifiutando sia il cinismo assoluto sia le utopie oppressive. Camus difende una ribellione limitata, fondata sul riconoscimento dei propri limiti e del valore dell’altro. Un’opera fondamentale per comprendere il volto etico dell’esistenzialismo.
Essere e tempo di Martin Heidegger
Heidegger compie una rivoluzione nella fenomenologia, analizzando l’essere dell’uomo come Dasein, ovvero essere-gettato-nel-mondo. Il tempo non è una successione cronologica, ma la struttura stessa dell’esistenza umana. La finitezza e la morte sono centrali: solo assumendole si può vivere autenticamente. L’opera è densa e complessa, ma ha segnato profondamente il pensiero contemporaneo, influenzando teologia, psicanalisi e letteratura. Una lettura imprescindibile per chi vuole comprendere le radici ontologiche dell’esistenzialismo.
La nausea di Jean-Paul Sartre
Attraverso il racconto di Antoine Roquentin, Sartre rende tangibile il sentimento dell’assurdo e della contingenza. La nausea è una reazione esistenziale al fatto che le cose esistano senza ragione. Il romanzo esprime in forma narrativa i principi della filosofia esistenzialista: libertà, responsabilità, alienazione. Non ci sono trame eroiche, ma un flusso di coscienza che rivela il disagio di vivere in un mondo senza senso prefissato. Un capolavoro della letteratura filosofica novecentesca.

























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