La dottrina dei quattro elementi
Voler risolvere tutti i problemi e rispondere a tutte le domande sarebbe una invereconda millanteria, e un’arroganza così stravagante da far perdere perciò senz’altro ogni fiducia. […] perché quello che noi sappiamo della natura è, in ogni caso, di gran lunga insufficiente a quello che noi dobbiamo spiegare. […] Ora, io affermo che la filosofia trascendentale ha questo di speciale tra tutte le conoscenze speculative: che nessuna questione riguardante un oggetto dato alla ragion pura è insolubile per la stessa ragione umana, e che nessuna scusa di irrimediabile ignoranza nostra e profondità imperscrutabile del problema può assolvere all’obbligo di darne una soluzione solida ed esauriente; poiché appunto lo stesso concetto che ci mette in grado di porre il problema, ci deve anche rendere abili in ogni modo a risolvere il problema stesso […] allora noi dobbiamo cercare alla nostra idea un oggetto, di cui noi possiamo confessare che ci è ignoto, ma non per questo tuttavia impossibile.
[…] la questione che sorge […] deve abbracciare la totalità assoluta, la quale non è più niente di empirico, non potendo esser data in nessuna esperienza.
[…] Noi dunque non potremmo sottrarci all’obbligo di una soluzione, almeno critica, delle proposte questioni razionali, levando querimonie per gli angusti limiti della nostra ragione e ripetendo, con l’aria di una umile coscienza della nostra capacità, che sia sopra le forze della nostra ragione determinare se il mondo ci sia dall’eternità o se abbia un principio; se lo spazio cosmico sia pieno d’esseri all’infinito, o se è chiuso dentro certi limiti; se c’è nel mondo qualcosa di semplice, o se tutto dev’essere diviso all’infinito; se si dia una produzione o creazione della libertà, o se tutto è legato alla catena dell’ordine della natura; se, infine, c’è un essere affatto incondizionato e in sé necessario, o se tutto nella sua esistenza è condizionato, e quindi esternamente dipendente e in sé contingente. Giacché tutte queste questioni concernono un oggetto che non può esser dato altrove che nel nostro pensiero, cioè la totalità assolutamente incondizionata della sintesi dei fenomeni. Se noi su ciò non possiamo dire e determinar nulla di certo in base a’ nostri propri concetti, non ne dobbiamo gettare la colpa sulla cosa, che ci si cela; giacché una cosa di questo genere (non essendo punto fuori della nostra idea) non ci può esser data, ma dobbiamo noi cercare la causa nella nostra idea stessa;
[…] Voi, con tutte le percezioni possibili, restate sempre chiusi tra condizioni, o nello spazio o nel tempo, e non giungete a nulla di incondizionato, […] il tutto nel senso empirico è sempre soltanto relativo. Il tutto assoluto […] non ha a che fare con alcuna esperienza possibile.

Crediti
 • Immanuel Kant •
 • Critica della ragion pura •
  • Dottrina trascendentale degli elementi, Dialettica trascendentale •
 •  •  • La dottrina dei quattro elementi •  •
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