Egon SchieleIniziando l’indagine sulla morale, dobbiamo prima di tutto sgombrare il campo dalle finzioni metafisiche che hanno oscurato la vera natura dell’agire umano. L’egoismo è la forza motrice universale e predominante: ogni essere vivente fa di se stesso il centro del mondo e riferisce tutto alla propria esistenza. Questo egoismo colossale, che si erge come un muro tra gli individui, è la condizione naturale dell’uomo nello stato di natura. Kant ha tentato di fondare la morale su imperativi categorici e doveri astratti, ma ha fallito nel comprendere che la legge morale non può essere un comando che viene dall’esterno o dalla ragione pura, poiché la ragione è solo uno strumento della volontà. Un’azione ha valore morale solo se è priva di qualsiasi movente egoistico. Eppure, la maggior parte delle azioni umane, anche quelle apparentemente virtuose, nascondono un calcolo di utilità o il timore del castigo, sia esso divino o sociale. Per trovare il vero fondamento della morale, dobbiamo guardare altrove, verso quel fenomeno misterioso che è la compassione. Prima di giungere a questa analisi, è necessario esaminare criticamente la classificazione dei doveri che la filosofia accademica ha tramandato. Si parla spesso di doveri verso se stessi, ma questa espressione è una contraddizione in termini, poiché il dovere implica un obbligo verso un altro e un’opposizione tra l’interesse del soggetto e quello dell’oggetto.

I doveri verso noi stessi devono esser, come tutti i doveri, o doveri di diritto o doveri d’amore. I doveri di diritto verso di noi sono impossibili a causa dell’evidente principio volenti non fit iniuria (se uno è consenziente non esiste l’offesa), perché ciò che faccio è sempre quello che voglio; così da parte di me stesso mi accade sempre soltanto ciò che voglio io, e per conseguenza mai un torto. In quanto poi riguarda i doveri d’amore verso di noi, la morale trova il suo lavoro già fatto e arriva troppo tardi. L’impossibilità di trasgredire il dovere dell’amore di sé è già presupposta dal supremo comandamento della morale cristiana: Ama il tuo prossimo come te stesso; per cui l’amore che ognuno nutre per sé stesso è accettato in anticipo come il massimo ed è condizione di ogni altro amore; ma non viene aggiunto: Ama te stesso come il tuo prossimo, poiché ognuno sentirebbe che vi è richiesto troppo poco.

L’amore di sé è infatti il punto di partenza naturale, la forza centrifuga che governa ogni organismo. Tentare di trasformare questo istinto primordiale in un dovere morale è un’operazione sofistica che mira a nobilitare l’egoismo. La morale propriamente detta inizia solo dove finisce l’egoismo. Di conseguenza, solo le azioni rivolte verso gli altri possono essere considerate dotate di valore morale. Ma come è possibile che un individuo possa agire per il bene di un altro, trascurando il proprio vantaggio? Questo accade solo quando la barriera tra l’Io e il Non-Io viene abbattuta. Questo è il miracolo della compassione: il dolore dell’altro diventa il mio dolore, e io soffro con lui e in lui. In questo istante, la distinzione tra gli individui, che è frutto del principio di individuazione legato allo spazio e al tempo, svanisce. La volontà riconosce se stessa in un’altra manifestazione fenomenica. Questa è la vera base di ogni giustizia e di ogni carità autentica. Non è una teoria appresa nei libri, ma un impulso immediato, una partecipazione diretta al soffrire altrui. Solo la compassione può frenare l’egoismo e la malvagità, che invece gode del dolore altrui. La malvagità è il grado massimo dell’affermazione della volontà di vivere, che cerca di accrescere il proprio benessere attraverso la distruzione degli altri. La giustizia è il primo grado della compassione, che ci impedisce di nuocere agli altri; la carità ne è il secondo grado, che ci spinge ad aiutarli. Questo fondamento non richiede postulati teologici o sanzioni ultraterrene. È un fatto della coscienza umana, accessibile a chiunque sappia guardare oltre il velo di Maya. Chiunque provi compassione agisce in base alla conoscenza intuitiva dell’unità metafisica della vita. Egli vede che la differenza tra colui che infligge la sofferenza e colui che la subisce è solo fenomenica. Al di là dell’apparenza, sono la medesima cosa. Questa verità profonda è contenuta nella formula dei Veda: Tat Tvam Asi, questo sei tu. Chi vive questa verità non ha bisogno di doveri verso se stesso, poiché ha compreso che il suo vero sé non è rinchiuso nella propria pelle, ma si estende a tutto ciò che soffre. La morale non è dunque un’imposizione della ragione, ma la rivelazione di una verità metafisica che si manifesta nel cuore umano come pietà pura. Senza questa base, ogni etica è solo un castello di carte, una costruzione artificiale che crolla davanti alla prima tempesta degli istinti. Solo la compassione resta come l’unico movente genuinamente morale, l’unica luce nel buio profondo dell’egoismo universale. Essa è il segreto della redenzione e la via verso quella negazione della volontà che è il traguardo supremo della saggezza autentica. In questa prospettiva, la distinzione tra doveri di diritto e doveri d’amore trova la sua sintesi finale nella consapevolezza che ogni torto fatto all’altro è un torto fatto a se stessi, e che ogni atto di amore è un atto di guarigione per l’intera volontà di vivere universale.


Glossario
Crediti
 Arthur Schopenhauer
 Il fondamento della morale
  Raccolta: I due problemi fondamentali dell'etica
  Pubblicato in Italia: Maggio 1991
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Il legame tra dogma e impulso morale ⋯ 
Ogni religione pone il proprio dogma alla base dell'impulso morale che l'uomo percepisce spontaneamente, anche senza esserne consapevole, e ve lo lega così stretto, che dogma e impulso morale sembrano quasi inseparabili. I preti addirittura si preoccupano di spacciare la mancanza di fede e l'immoralità come una sola e identica cosa. Per questo motivo, per chi crede in una religione il termine non credente equivale a moralmente cattivo. Attributi come senza Dio, ateo, pagano, eretico e simili, sono comunemente usati come sinonimi di moralmente depravato. Per le religioni la spiegazione metafisica dell'impulso etico è abbastanza semplice, poiché, partendo dalla fede, possono pretendere che il fedele, sotto la minaccia di una pena futura, creda anche nel loro dogma religioso. Ma per i sistemi filosofici il gioco non è altrettanto facile.
 Arthur Schopenhauer  Il fondamento della morale
 Filosofia, Etica


Il miracolo dell'etica ⋯ 
La compassione è quel fatto mirabile per cui la barriera tra l'io e il non-io viene soppressa.
 Arthur Schopenhauer  Il fondamento della morale
 Filosofo pessimista, Trattato di etica


L'identificazione empatica con l'altro ⋯ 
Ma siccome io non sono nei panni dell'altro, io solo mediante la nozione che ho di lui, cioè mediante la rappresentazione di lui nel mio cervello, posso identificarmi con lui fino al punto che la mia azione annunci la scomparsa di quella differenza. Il processo qui analizzato […] è il quotidiano fenomeno della compassione […]. Soltanto questa compassione è la base reale […] di ogni genuino amore del prossimo.
 Arthur Schopenhauer  Il fondamento della morale
 Idealismo tedesco, Filosofia morale, Saggistica


Riconosci nel prossimo te stesso ⋯ 
Il Cristianesimo dice: «Ama il prossimo tuo come te stesso». lo però ho detto: «Riconosci nel tuo prossimo realmente ed effettivamente te stesso, e riconoscilo anche nel più lontano».
 Arthur Schopenhauer  Il fondamento della morale
 Filosofia, Etica


La gentilezza che maschera l'egoismo ⋯ 
L'egoismo, di cui tutti noi siamo stracolmi, è la nostra partie honteuse [parte vergognosa] per nascondere la quale abbiamo inventato la gentilezza. L'egoismo traspare da tutti i veli sotto cui tentiamo di nasconderlo, soprattutto quando cerchiamo istintivamente di utilizzare chiunque ci capiti davanti come un possibile mezzo per uno dei nostri innumerevoli fini. Appena facciamo una nuova conoscenza, infatti, pensiamo subito se essa potrebbe servirci in qualche modo. Per la maggior parte delle persone, quando sono convinte che il nuovo conosciuto a loro non serve, quest'ultimo diventa proprio un nulla.
 Arthur Schopenhauer  Il fondamento della morale
 Filosofia, Etica, Psicologia morale


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