Egon Schiele ⋯ La madre morteA volte, nella vita, capita di incontrare una persona e avere la sensazione che non sia la prima volta. Non c’è logica, non c’è spiegazione razionale. È come se il tempo si piegasse su se stesso e il passato, il presente e il futuro si toccassero in un unico punto. Quello è il momento in cui due anime si riconoscono.

Non si tratta di colpo di fulmine, non nel senso comune del termine. Non è attrazione fisica, non è infatuazione, non è neppure simpatia. È qualcosa di molto più profondo: è memoria dell’anima. Come se, in un’altra vita, in un altro tempo, vi foste già incontrati, vi foste già amati, vi foste già persi. E ora, finalmente, vi ritrovate.

Quando accade, non c’è bisogno di presentazioni. Non serve raccontarsi il curriculum, non serve giustificare il passato o progettare il futuro. Basta uno sguardo, un silenzio condiviso, una parola detta a metà, e già vi capite. Perché non state parlando con le parole, ma con le frequenze. E le vostre vibrazioni sono le stesse.

Non è sempre facile, questo tipo di incontro. Anzi, spesso è doloroso. Perché l’anima riconosce, ma la mente resiste. Il cuore sa, ma la paura urla. E allora si scappa, si dubita, si mettono in atto mille difese. Ma non serve a nulla. Perché le anime che devono stare insieme non si perdono mai davvero. Possono allontanarsi, scomparire per anni, ma prima o poi si ritrovano. Sempre.

Io credo che ogni anima abbia un cammino, e lungo quel cammino incontra altre anime che hanno un compito specifico: alcune ti insegnano ad amare, altre a lasciare andare, altre a perdonare. Ma ce ne sono alcune — pochissime — che non ti insegnano nulla, perché già sai tutto con loro. Con loro non impari: ricordi. Ricordi chi sei quando non hai paura. Ricordi cosa significa sentirsi a casa, non in un luogo, ma in una persona.

Non parlo di destino scritto in cielo, di predestinazione assoluta. Parlo di chiamata. Di una spinta interiore così forte che, anche se cerchi di ignorarla, ti segue ovunque. È una voce silenziosa che ti dice: Questa è la tua strada. Questa è la tua persona.

E quando la ascolti, tutto si allinea. Non che i problemi spariscano — no, la vita rimane complessa — ma sai, in fondo al cuore, che non sei solo. E questa consapevolezza cambia tutto.

C’è chi passa una vita intera senza fare quell’incontro. E va bene così: non tutte le anime hanno lo stesso compito. Ma chi lo fa, non può più fingere. Non può più accontentarsi di relazioni superficiali, di amori di convenienza, di compagnie di passaggio. Perché ha toccato il vero, e il vero non si dimentica.

Allora, se ti è capitato, non dubitare. Non cercare conferme esterne. Il riconoscimento è già dentro di te. Ascoltalo. Seguilo. Perché è raro, prezioso, e non capita due volte.

Le anime che si riconoscono non si scelgono:
si ritrovano.
E quando si ritrovano,
il mondo, per un attimo,
smette di girare.

Glossario
Crediti
 Massimo Bisotti
 La strada del ritorno
 SchieleArt •  La madre morte • 1910

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