Elogio dell’amicizia
Il piacere di incontrarsi, di raccontarsi, di ridere o di interrogarsi sul mondo, di ascoltarsi: il senso dell’amicizia avrà nuovo tempo per maturare e rafforzarsi, concederà nuovi spazi e nuove forme di espressione. Lo sfarzo, il lusso esibito, il cattivo gusto della visibilità a ogni costo saranno appannaggio dei paesi che dirigeranno l’economia del pianeta oltre la crisi. A noi toccherà il compito di un ridimensionamento che ci condurrà più vicino alle nostre più genuine tradizioni: l’artigianato di eccellenza, la qualità e il gusto per il bello, il recupero del paesaggio e della storia, la buona accoglienza, il potersi nutrire secondo natura. Le nostre ragazze e i nostri ragazzi potranno leggere di più e sventolare meno una borsetta firmata o l’ultimo modello di telefonino: non sarà più un gadget a determinare l’identità dei futuri cittadini, ma la capacità di coesione sociale e la caparbietà nel tessere legami reali.
Tutto il resto emigrerà, con il fumo ammorbante delle ciminiere, in altri paesi e continenti, là dove il nuovo capitalismo economico troverà terreni fertili. E si creeranno altri puzzolenti insediamenti industriali che devasteranno suolo e aria, in nome del nuovo progresso e della nuova prosperità. A noi non resteranno che la cura e l’amore per il buon tempo e la buona vita: e ciò non si chiamerà più lusso, ma buonsenso.

Crediti
 Paolo Crepet
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