Eugenio Cuttica
Qualche volta mi domando perché ho sentito il bisogno di scrivere poesie, perché si sente ancora il bisogno di scrivere poesie. Ho tentato di darmi risposte articolate via via, ma in fondo, a pensarci bene e a stare proprio all’essenziale, e a ridurre tutto al suo nocciolo di senso, io credo che si scrivano poesie per dire cose che non si possono dire in un altro modo. C’è nella poesia la possibilità di una comunicazione più completa, di una comunicazione più ricca, la comunicazione appunto in cui si incrociano due piani di pensiero, il pensiero della ragione e il pensiero dell’emozione, il pensiero che ha a che fare con la nostra razionalità e il pensiero che ha a che fare con il nostro inconscio, con le nostre viscere, se vogliamo. Soltanto la poesia, soltanto l’arte, se si vuole – ma insomma, dato che stiamo parlando di poesia, diciamo soltanto la poesia – dà questa possibilità, e quindi restituisce, credo, l’uomo sia nello scrivere che nel leggere – perché la poesia è, non dimentichiamolo, una comunicazione che ha due ingressi, una forma di pensiero e di comunicazione che ha due modi di essere fruita, quello di fare e quello di ricevere -, ecco, soltanto, credo, questo tipo di comunicazione doppia, questo tipo di comunicazione in qualche modo intrecciata e ambigua, restituisce l’uomo alla sua interezza spirituale e biologica, due parole che sembrano in contrasto e che secondo me invece sono profondamente legate.

Crediti
 Giovanni Raboni
 Pinterest • Eugenio Cuttica  • 

Citazioni correlate

  • L'uniformità culturale della modernità liquida ⋯ 
    La globalizzazione sta omogeneizzando le culture e distruggendo le comunità locali
     Zygmunt Bauman  Comunità e globalizzazione
     Sociologia, Filosofia, Critica sociale

  • L'individuo come essere molteplice ⋯ 
    «La tua sessualità è ambigua, si legge nei tuoi quadri», a volte mi è stato detto. Credo che alludessero alle opere in cui il mio viso ha tratti mascolini, o ad alcuni particolari: in un tale quadro, to', c'è una lumaca, simbolo di ermafroditismo… Ah, sì, e i miei eterni baffi! A questo proposito, devo confessarlo: è una storia con Diego. Una volta mi sono azzardata a depilarli, ed è andato su tutte le furie. A Diego piacciono i miei baffi, segno di distinzione, nell'Ottocento, delle donne della borghesia messicana che in tal modo stentavano le loro origini spagnole (l'indio, si sa, è imberbe). Credo che l'individuo sia molteplice: un uomo porta il segno della femminilità; una donna porta l'elemento uomo; entrambi portano in sé il figlio.
     Frida Kahlo  Diario
     Scrittura d'artista, Riflessione, Biografia

  • La vita come unico orizzonte di sé ⋯ 
    Gli altri vedono la nostra presenza, i nostri gesti, e come le parole si formano sulle nostre labbra; soli, noi vediamo la nostra vita. Questo è strano: la vediamo; stupiamo che sia così, e non possiamo cambiarla. Anche quando la giudichiamo, le apparteniamo ancora; la nostra approvazione o il nostro biasimo ne fanno parte; è sempre lei che riflette sé stessa. Poiché non c'è null'altro; il mondo, per ognuno di noi, non esiste se non in quanto confina con la nostra vita
     Marguerite Yourcenar  Alexis o il trattato della lotta vana
     Romanzo, Letteratura francese, Narrativa

  • L'incomunicabilità del pensiero tra amanti ⋯ 
    È così difficile capirsi, angelo mio caro,
    e il pensiero è così incomunicabile,
    anche tra persone che si amano.
     Charles Baudelaire  I fiori del male
     Simbolismo francese, Poesia, Raccolta poetica

  • La prudenza nel parlare e nell'agire ⋯ 
    Le parole e le azioni muovono l'universo, quindi quanta prudenza bisogna avere nell'usarle e nell'avanzare. Chi non esterna nel modo giusto, chi non si muove nella maniera opportuna non può che generare confusione e opposizione.
     Autori Vari  I Ching
     Filosofia orientale, Insegnamento taoista, Testo sacro

Tags correlati
Riferimenti
Valuta:

Media: 0 (0 voti).