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L’agitazione termica è come un continuo mescolare un mazzo di carte: se le carte sono in ordine, il mescolamento le disordina. Così il calore passa dal caldo al freddo e non viceversa: per mescolamento, per il disordinarsi naturale di tutto.
Ma questo sposta solo la domanda. Che ora diventa: perché, in una delle due direzioni del tempo ( quella che chiamiamo passato), le cose erano ordinate? Perché il grande mazzo dell’universo era ordinato nel passato? Perché l’entropia era bassa nel passato?
Se osserviamo un fenomeno che “inizia” in uno stato di bassa entropia, è chiaro perché l’entropia aumenta: perché mescolandosi tutto si disordina.
E allora perché i fenomeni che osserviamo, attorno a noi, nel cosmo, “iniziano” in stati di bassa entropia?
Arriviamo al punto chiave.
Se le prime 26 carte di un mazzo sono tutte rosse e le successive 26 tutte nere, diciamo che la configurazione delle carte è “particolare”, cioè è “Ordinata”. Quest’ordine si perde mescolando il mazzo. È una configurazione di bassa entropia. Questa configurazione è peculiare se guardo il colore delle carte, rosse o nere. Ma è peculiare perché guardo il colore. Un altra configurazione sarà peculiare perché le prime 26 carte sono solo cuori o picche. Oppure dispari, oppure rovinate, o qualunque altra caratterizzazione. A pensarci bene qualunque configurazione è peculiare, qualunque è unica, se ne guardo tutti i dettagli, perché qualunque configurazione ha sempre qualcosa che la caratterizza in modo unico. Ogni bambino è unico e particolare per la sua mamma.
La nozione secondo cui alcune configurazioni siano più peculiari di altre, ha senso solo se mi limito a guardare pochi aspetti delle carte. ( per esempio il colore) Se distinguo tutte le carte, le configurazioni sono tutte equivalenti: non ce ne sono di più o meno particolari. La nozione di “peculiarità” nasce solo nel momento in cui vedo l’universo in maniera sfocata e approssimativa.
L’entropia esiste solo perché descriviamo il mondo in maniera sfocata. È precisamente la quantità che conta ” quante” sono le diverse configurazioni che la nostra visione sfocata non distingue.
Calore, entropia, bassa entropia del passato sono solo nozioni che fanno parte di una descrizione approssimata, statistica, della natura.
Ma allora la differenza fra passato e futuro è legata a questa sfocatura.
Se potessi tener conto di tutti i dettagli, di tutte le configurazioni, dello stato esatto microscopico del mondo, gli aspetti caratteristici del fluire del tempo sparirebbero.
Se osservo lo stato microscopico delle cose, la differenza fra passato e futuro scompare.
Il futuro del mondo è determinato dallo stato presente, né più né meno di come lo sia il passato. Diciamo spesso che le cause precedono gli effetti,ma nella grammatica elementare delle cose non c’è distinzione fra causa ed effetto.

Crediti
 • Carlo Rovelli •
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