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E se non è la vita e se non è la natura è la lettura, è la vita e la natura della lettura, per lunghi, lunghi periodi sempre solo natura della lettura, vita fatta di libri, di riviste, di tutti i testi possibili, compensare la natura che è stata amputata, messa da parte con la lettura, che è come la natura, come la vita. Poiché non sempre, e nessun organismo ne è capace, possiamo accettare in noi la natura, possiamo accettare in noi la vita come natura, per lunghi periodi, per anni solo come lettura, la natura fatta di giornali, di ciò che è scritto. In parecchie lingue per distrarsi. In determinati punti della nostra esistenza interrompiamo la natura della nostra esistenza e ci limitiamo a esistere soltanto nei libri, in ciò che è scritto, finché abbiamo di nuovo la possibilità di esistere nella natura, molto spesso come un Altro, sempre come un Altro, sempre come un Altro sottolineato, e continuiamo a esistere nella natura. Non sopporteremmo una vita perennemente nella natura, che è sempre una natura libera, quindi, unicamente allo scopo di sopravvivere, usciamo spesso dalla natura per entrare nella lettura, e così viviamo nella lettura a lungo e più tranquillamente. Sono vissuto, sono esistito per metà della mia vita non nella natura bensì nella lettura come natura, e solo per via della prima metà mi è stato possibile vivere l’altra.

Crediti
 • Thomas Bernhard •
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