
La modernità tende a concepire la religione come un atteggiamento irrazionale che, tuttavia, può essere spiegato e compreso in ragione delle miserie psichiche o socio-economiche dell’uomo. La religione è per Marx l’espressione del pianto della creatura oppressa; per Freud è un’illusione che restituisce la povertà psichica dell’uomo… Queste spiegazioni, pur essendo molte di esse preziose, non abbracciano la totalità del fenomeno religioso, al quale tendono sempre a ridurre e minimizzare. Esso richiede un approccio che renda piena giustizia al suo carattere: un approccio filosofico, o autenticamente fenomenologico, che consenta di comprendere il mistero che la religione racchiude, o che renda possibile la necessità, urgente in questa congiuntura di fine millennio, di pensare la religione.
Espressione del pianto dell’oppresso
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