Noi baby boomer siamo i primi ad avere a disposizione questo terzo tempo supplementare.
[…] Aver vissuto settant’anni ti rende terribilmente perspicace. Indovini le mosse degli altri con una precisione che, lì per lì, ti spaventa: dovesse incominciare, la vita di relazione, a diventare noiosa… Ma poi no, capisci che non corri quel rischio, non se hai dai sessantacinque agli ottantacinque anni oggi, non corri il rischio di ripiegarti su te stessa, di cadere in depressione, di cedere al solipsismo lamentoso perché si stende davanti a te un paesaggio sconosciuto, una terra tutta da scoprire: la vita oltre l’età della pensione. Un ventennio libero da responsabilità vincolanti, da modelli cui adeguarsi a malincuore pena l’emarginazione. Soprattutto libera da tutte quelle caricature che ci hanno disegnato addosso. Parlo alle donne: niente inerme nonnina e niente vedova pietrificata dalla solitudine, niente zitella in caccia e niente similgiovane fatta rifatta e plastificata. Lo decidiamo noi che vecchie siamo. E per favore mettiamo in soffitta gli stereotipi.
Essere vecchi è bello
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