Está lá tudo
Che Saramago sia uno straordinario inventore di storie lo mostrano appunto già le cronache, suo primo, pieno e regolare esercizio della prosa. È quello delle cronache un universo tematico senza frontiere, dove in filigrana si scorgono nella loro figurazione embrionale, personaggi, situazioni, immagini, colori, fantasie, linguaggio, inventiva, ironia, dei suoi romanzi a venire. È lo stesso autore, del resto, ad affermare che Está lá tudo, ovvero il cammino percorso nei romanzi che lo faranno scrittore internazionalmente famoso è tutto tracciato in quelle lontane microstorie. Saramago penetra nella realtà delle cose come se si immergesse in un fluido resistente, avvertendone le asperità e le dolcezze; ne insegue, lui che ha per dovere e vocazione di negare l’insignificanza, un senso – il senso – lottando contro le correnti dell’abitudine e del preconcetto, riservando alle cose, sempre, un’attenzione morbosamente acuta. È questo, in fondo lo spirito che informa il caleidoscopico mondo delle cronache, un mondo dove i fili del presente si intrecciano con un passato mai perso, dove la rappresentazione simbolica trascorre nella concretezza cronachistica o nel pathos memoriale, e si scopre con emozione, commozione, stupore, godimento, che il mondo e quanto esso contiene non è poi quel poco che la gente chiede.

Crediti
 • Giulia Lanciani •
 • Pinterest • George Grie  •  •

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