Fanciulla dotata di attributi maschili
L’Ermafrodito dormiente, oggi al Louvre, costituisce uno degli omaggi più celebri alla mitica figura di Ermafrodito, giovane dio dalla duplice sessualità. Il protagonista, dolcemente addormentato, trae in inganno lo spettatore che lo osserva su ciascun lato: nonostante il volto, estremamente femminile, lasci immediatamente pensare che si tratti di una ragazza, gli attributi sessuali presto rivelano la convivenza dei due generi. Il corpo, a grandezza naturale, è rilassato su un materasso aggiunto postumo, nel 1620, da Gian Lorenzo Bernini che riuscì a conferire all’insieme un senso realistico, quasi tattile, come si riuscisse a percepire la morbidezza del letto. Secondo il poeta latino Ovidio, Ermafrodito era un ragazzo straordinariamente bello che fu reso androgino in seguito all’unione con una ninfa. Figlio di Ermes e della dea dell’amore, Afrodite, nell’arte greco-romana è spesso raffigurato come una fanciulla dotata di attributi maschili, simbolo di fertilità dato che, possedendo le caratteristiche di entrambi i generi, in Ermafrodito convivevano la capacità di concepire e fecondare. Per questo nell’antichità classica il personaggio mitologico è stato associato all’istituzione matrimoniale a simboleggiare il sacro vincolo dell’uomo e della donna.

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