Madre e figlio

La copia di un dipinto per quanto verosimile sia, resta sempre una copia, è come avere vicino a sé una copia della persona che si ama.

Il dipinto è di Pablo Picasso, quale sia dei due, penso sia evidente, se non altro per l’espressività e ciò che vi contiene dello stesso autore che l’ha dipinto, muovendo sul suo stato d’animo e d’essere. Diverso è per chi copia, perché portando l’attenzione in quella che è esecuzione altrui, può essere solo questo, scansando il proprio essere e sentire, per riprodurre, lasciando così, anche una bella copia, magari non in questo caso, ma senz’anima, più precisamente, senza l’anima di nessuno. Il titolo del dipinto, è Madre e figlio, anche se, e questo si vede bene solo nell’originale, la figura vista di profilo, dall’orecchio e dai tratti marcati, sembra maschile, tant’è, che quello che dovrebbe essere un copricapo, per la distanza da questo, dà l’impressione di una sagoma femminile in sottofondo. Se così è, a questo punto, l’autore ne ha preso il sembiante, per quello che poi, dovrebbe essere il risultato finale: la riconciliazione fra il bambino che si è stato e l’adulto che siamo; la risoluzione dei conflitti e il passaggio decisivo, dall’essere contenuto, al farsi contenitori di sé stessi. La grandezza di questa madre, che in nuce contiene il bimbo e l’uomo che sarà, si riscontra nella dolcezza e tranquillità infinita dello stesso uomo, rispetto al bimbo assorto e come preoccupato: ancora non sa, cosa gli presenterà la vita. Di certo, questa riconciliazione passa di qua, per quanto riguarda l’interpretazione, beh si sa, cosa certa non è, l’importante è che non sia una copia, e che questa come ogni cosa giusta o sbagliata che appaia, sia attraversata da noi… meglio se ci attraversa.

Crediti
 Anna Maria Tocchetto
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Quotes per Anna Maria Tocchetto

Il contrario di lassù dove osano le aquile, qui si osa con una certa cautela, affrontando quell'amico nemico che sono i nostri demoni, del resto, se prima non si scende negli abissi, per ricomporre quella scissione interna, lo spirito non può librarsi nell'alto dei cieli al pari delle aquile.

Paul Michel Foucault (Francia 1926-1984) è stato un sociologo, filosofo, psicologo, archeologo dei saperi, saggista letterario, professore al Collège de France, tra i grandi pensatori del XX secolo Foucault fu l'unico che realizzò il progetto storico-genealogico propugnato da Friedrich Nietzsche allorché segnalava che, nonostante ogni storicismo, continuasse a mancare una storia della follia, del crimine e del sesso.

Il silenzio regna sovrano, sopra a quello che è un gesto banale, un attimo di vita, ma che fermato nell'istante in cui si compie, diventa maestoso, carico di dignità, assumendo così un significato quasi sacro. Un invito all'attenzione per fare di ogni attimo di vita, qualcosa di speciale come in fondo lo sarebbe?

L'invidia è l'impossibilità di cogliere il vissuto altrui, che poi, è il solo e unico modo per farlo proprio; un circolo senza fine, poiché, anche togliendo effettivamente all'altro ciò che lo fa brillare ed estasiare, non se ne potrà mai coglierne l'essenza e carpire, ciò che non è la realtà dell'oggetto in sé per sé, ma la realtà individuale e unica dell'invidiato… invidiato invano.

Nei primi anni del 1900 Walburga Wally Neuzil era la misteriosa musa del pittore austriaco Egon Schiele. Apparse in molti dei suoi dipinti (tra cui alcuni erotici), ed era considerata la sua amante, e si prodigò per vendere le opere dell'artista. Il Ritratto di Wally è uno dei capolavori dell'artista, datato 1912, ed è stato soprannominato la Mona Lisa di Vienna.