Fedele a quell’inspiegabile silenzio
Si sente ripetere continuamente da più parti che la situazione è giunta a un punto limite, che le cose sono ormai diventate intollerabili e che occorre un cambiamento. A ripeterlo, però, sono soprattutto i politici e i giornali che vorrebbero guidare il cambiamento in modo che nulla, alla fine, veramente muti. Quanto alla maggioranza degli italiani, sembra che essi stiano a guardare silenziosamente l’intollerabile, come se lo spiassero immobili davanti a un grande schermo televisivo. Ma che cosa è propriamente insopportabile oggi in Italia? Certamente e innanzitutto questo silenzio, questo ritrovarsi senza parole di un intero popolo di fronte al proprio destino.
Ricorda, quando proverai a parlare, che non potrai far ricorso ad alcuna tradizione, che non potrai giovarti di alcuna delle parole che suonano bene, libertà, progresso, Stato di diritto, democrazia, diritti dell’uomo. Ancor meno potrai far valere credenziali di rappresentante della cultura italiana o dello spirito europeo. Dovrai provarti a descrivere l’intollerabile senz’aver nulla per tirartene fuori. Restare fedele a quell’inspiegabile silenzio. Alla sua insopportabilità, potrai rispondere solo con mezzi ad essa immanenti.

Crediti
 Giorgio Agamben
 Diario italiano
  In questo esilio
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Quotes per Giorgio Agamben

Dai luoghi che hai amato e hai dovuto lasciare: se, come il gigante della favola, ci nascondi il cuore, certo diventi invulnerabile, ma correrai il rischio di dover sempre ricordare – cioè tornare al cuore che avevi voluto nascondervi. E di essere, per questo, nuovamente vulnerabile.

Glenn Gould, a chi attribuiamo l'abito di suonare il piano, non fa che usare di sé, in quanto suona e sa suonare abitualmente il pianoforte. Egli non è il titolare o il padrone della potenza di suonare, che può mettere o non mettere in opera, ma costituisce sé in quanto avente l'uso del piano, indipendentemente dal suo suonarlo o non suonarlo in atto. L'uso, come abito, è una forma-di-vita e non il sapere o la facoltà di un soggetto.  L'uso dei corpi

Che cosa mi ha insegnato la filosofia? Che essere uomini significa ricordarsi di quando non si era ancora umani, che compito dell'uomo è la memoria del non ancora e del non più umano – del bambino, dell'animale, del divino.

Dal vivere insieme: che l'esistenza dell'altro è un enigma che non può essere sciolto, ma solo condiviso. La condivisione di questo enigma, gli uomini la chiamano amore.

In questi giorni scienziati della School of Plant Sciences dell'università di Tel Aviv hanno annunciato di aver registrato con speciali microfoni sensibili agli ultrasuoni gli urli di dolore che le piante emettono quando sono tagliate o quando mancano di acqua. A Gaza non ci sono microfoni.  Il silenzio di Gaza