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Radio Alice è stata un’emittente radiofonica bolognese d’intervento politico militante di metà anni settanta e una delle più note radio libere italiane.
Concepita nel 1975 durante il periodo di esplosione delle radio libere da un gruppo di amici, in parte studenti del DAMS e per lo più provenienti politicamente dall’area di Autonomia e dall’area libertaria, la radio iniziò a trasmettere il 9 febbraio 1976 sulla frequenza fm 100.6 MHz, utilizzando un trasmettitore militare in precedenza usato su di un carro armato americano, reperto della seconda guerra mondiale.
La sede della radio era una soffitta di due locali di via del Pratello 41, nel centro di Bologna ed il nome fu ispirato dalla protagonista del libro di Lewis Carroll Alice nel Paese delle Meraviglie, ma anche dalla figlia di Dadi Mariotti, una delle donne fondatrici.
La piccola emittente radiofonica dell’ala creativa del movimento volle farsi portavoce della comunicazione liberata: di qui le decisioni di aprire il microfono a chiunque e di trasformare la radio in strumento di produzione culturale attraverso l’organizzazione di concerti e di raduni giovanili.
La radio venne chiusa dalla polizia, dopo l’irruzione nella sede, avvenuta la sera del 12 marzo 1977, dove furono arrestati tutti coloro che in quel momento erano presenti con l’accusa, poi rilevatasi infondata, di avere diretto via etere i violenti scontri all’indomani dell’uccisione dello studente Francesco Lorusso, morto durante uno scontro con un reparto di carabinieri, e gli impianti per le trasmissioni furono distrutti.
Tutti gli arrestati vennero portati in questura e successivamente trasferiti nelle carceri di San Giovanni in Monte, ma in seguito furono prosciolti dalle accuse mosse nei loro confronti: venne dimostrato infatti che non diressero gli scontri bensì dato notizie in diretta sugli stessi. L’inchiesta contro il carabiniere che aveva sparato a Lorusso ed il capitano che lo comandava si concluse con l’archiviazione del caso.

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