
La teoria dell’Isola-Mondo, che Dugin esplora nel Geopolitica. Manuale della scienza delle civiltà, è un altro tassello per capire il puzzle del potere globale. Si parte da Mackinder: l’Isola-Mondo è l’insieme di Europa, Asia e Africa, un blocco gigantesco che, se unito, sarebbe invincibile. Le potenze talassocratiche, come gli Stati Uniti o il Regno Unito, lo sanno bene e da secoli cercano di frammentarlo, impedendo che diventi un unico giocatore sulla scacchiera geopolitica. Dugin prende questa intuizione e la porta oltre, leggendola come una guerra tra visioni del mondo.
Le élite globali, con la loro natura marittima, hanno un obiettivo chiaro: tenere l’Isola-Mondo divisa. Pensiamo alla storia: il colonialismo europeo, le guerre mondiali, i conflitti in Medio Oriente, persino la NATO e l’UE. Tutto serve a evitare che l’Eurasia si compatti. Il mare è la loro forza: permette di colpire da lontano, di controllare le coste, di seminare caos senza sporcarsi le mani. La talassocrazia non vuole un continente unito, perché un’Isola-Mondo coesa sarebbe la fine del loro dominio unipolare.
Dugin ribalta la prospettiva: l’Isola-Mondo non è solo una minaccia per le élite, ma una possibilità per chi resiste. La Russia, con un piede in Europa e uno in Asia, potrebbe essere il collante di questa unità. Non è solo una questione di territorio: è un progetto culturale, spirituale, politico. Le civiltà terrestri – dalla Cina all’Iran – potrebbero trovare nell’Isola-Mondo un’alternativa al modello occidentale, un blocco che valorizzi le differenze invece di schiacciarle sotto il peso della globalizzazione.
Il problema è pratico: unire l’Isola-Mondo richiede superare rivalità storiche, costruire ponti economici e militari. Le élite talassocratiche lo sanno e lavorano per sabotare ogni passo in questa direzione, usando propaganda, sanzioni, conflitti locali. Ma la teoria di Dugin non è solo analisi: è un invito a immaginare un mondo diverso, dove il potere non sia monopolio di chi domina i mari, ma di chi sa tenere insieme la terra.
Geopolitica. Manuale della scienza delle civiltà di Aleksandr Dugin è un'opera che espone una visione geopolitica complessa, basata sull'idea di un conflitto fondamentale tra potenze terrestri (tellurocrazia) e potenze marittime (talassocrazia).
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