
La geopolitica delle migrazioni, nel Geopolitica. Manuale della scienza delle civiltà di Dugin, è un tema che taglia come un coltello. I flussi migratori non sono solo movimenti di persone: sono leve che le élite globali usano per destabilizzare, controllare, ridisegnare lo spazio. Dugin li legge come un’arma della talassocrazia, un modo per indebolire le identità terrestri e imporre un mondo fluido, senza confini né radici.
Le potenze marittime, Stati Uniti ed Europa occidentale in testa, gestiscono le migrazioni con un doppio gioco. Da un lato, le incoraggiano – pensiamo alle politiche di apertura o alle ONG nei mari – per creare società multiculturali che si piegano più facilmente al mercato globale. Dall’altro, le usano come spauracchio per giustificare interventi militari o leggi repressive. Il risultato? Popoli sradicati, civiltà tellurocratiche sotto pressione, un caos che conviene a chi domina le rotte. Le élite globali trasformano i migranti in pedine, svuotando i loro paesi d’origine e indebolendo quelli d’arrivo.
Le risposte terrestri non mancano. La Russia chiude i confini, la Cina controlla i flussi interni: sono mosse per proteggere i grandi spazi dall’erosione talassocratica. Dugin vede nelle migrazioni una minaccia esistenziale: non solo demografica, ma culturale. Le élite spingono un’omogeneità mascherata da diversità, dove ogni identità si dissolve in un melting pot che serve solo il potere marittimo. La tellurocrazia, invece, punta a preservare le differenze, a tenere i popoli ancorati alla loro terra.
Il discorso è scomodo ma lucido: le migrazioni non sono un fenomeno naturale, ma una strategia. Le élite globali le orchestrano per mantenere il controllo, usando il mare come autostrada e la terra come discarica. La geopolitica delle migrazioni, per Dugin, è una sfida a smascherare questo piano, a costruire un mondo dove i popoli restino padroni del loro spazio, non vittime di un gioco più grande.
Geopolitica. Manuale della scienza delle civiltà di Aleksandr Dugin è un'opera che espone una visione geopolitica complessa, basata sull'idea di un conflitto fondamentale tra potenze terrestri (tellurocrazia) e potenze marittime (talassocrazia).
Pinterest • Morier Genoud •
La prosperità nel riconoscimento reciproco ⋯
La società multiculturale prospera quando si riconoscono e si rispettano le differenze.
Will Kymlicka Il multiculturalismo e la società civile
Filosofia politica, Sociologia, Scienze politicheIl potere di adesso è la chiave ⋯
Non potete veramente perdonare voi stessi, o gli altri fino a che traete il senso di chi siete, dal passato. Solamente avendo accesso al potere di Adesso, che è il vostro proprio potere, vi può essere un vero perdono. Questo toglie potere al passato, e così realizzate veramente che niente. di quello che avete fatto o che vi è stato fatto può toccare, anche minimamente, l'essenza radiante di chi siete.
Quando vi arrendete a quello che è diventando completamente presenti, il passato smette di avere alcun potere. Non ne avete più bisogno. La Presenza è la chiave. L'Adesso è la chiave.
Eckhart Tolle Un nuovo mondo. Riconosci il vero senso della tua vita
Spiritualità, MindfulnessL'esperienza condivisa della solitudine ⋯
L'arte vera tocca il cuore con poco, trasformando la solitudine in un'esperienza che tutti condividono
Luigi Pirandello Uno, nessuno e centomila
Letteratura, Teatro, Romanzo filosoficoL'uomo come comunità di cittadini ⋯
L'uomo non è veracemente uno, ma veracemente due. Dico due perché la condizione della mia conoscenza non si estende oltre. Altri seguiranno, altri mi supereranno su questa stessa via, e io arrischio l'ipotesi che l'uomo sarà alla fine conosciuto come una mera comunità di πολίτες (cittadini), incongrui e indipendenti.
Robert Louis Stevenson Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde
Romanzo gotico, Letteratura psicologica, FilosofiaL'identità multipla del creatore ⋯
Dopo la sua morte, Shakespeare si trovò al cospetto di Dio e gli disse: Io che ho vissuto nei panni di tanti personaggi, ora vorrei essere uno solo e me stesso. Dio gli rispose: Neppure io sono stato uno solo e me stesso: ho sognato il mondo, così come tu hai fatto con le tue opere, caro Shakespeare, e tra le creature del mio sogno ci sei tu che, come me, sei molti e nessuno.
Jorge Luis Borges Everything and Nothing
Letteratura fantastica, Metafisica, Racconto breve
Il campo dei santi di Jean Raspail
Un romanzo che immagina migrazioni di massa come minaccia alle civiltà terrestri. Raspail critica le élite marittime che le sfruttano per dissolvere identità, un’eco della tellurocrazia che cerca di proteggere i propri spazi dall’onda talassocratica.
La grande sostituzione di Renaud Camus
Un saggio controverso che vede le migrazioni come strumento delle élite globali per sradicare culture. Camus denuncia il piano talassocratico di uniformare, lasciando spazio alla resistenza terrestre che Dugin esalta contro il caos marittimo.
Migrazioni e sovranità di Saskia Sassen
Un testo che analizza i flussi migratori come leva del potere globale. Sassen mostra come le potenze navali li usino per controllare, ma apre alla possibilità di risposte tellurocratiche che preservino i popoli e i loro confini.







Ancora nessun commento