Funzionamento del consenso e la pigrizia mentale
Oggi lezione di storia. Come funzionano le dittature.
Roba leggera, insomma.
Ce lo siamo chiesti guardando le immagini dei nazisti in Polonia, in piazza, a migliaia.
Perché anche se hanno dodici anni se lo chiedevano pure loro: ma cos’è, sono diventati tutti pazzi?
E allora ho fatto scrivere alla lavagna una parola: consenso.
E poi abbiamo parlato di come funziona il consenso, e della pigrizia mentale che ti fa dire di sì anche a cose su cui non sei d’accordo, pur di non fare tanti sforzi.
Ma non li vedevo convinti. Sembravano non aver capito bene. Non tutti insomma.
Così ho detto:
– Bene ragazzi, adesso facciamo un gioco: io dirò delle frasi, e voi dovrete dire sempre Sì prof, ha ragione!
– E se non siamo d’accordo?
– Be’, niente. Ma se lo dite, vi metto 10.
– Wow! 10?! A tutti?
– Sì, a tutti.
– Ma è un gioco vero? Lo fa sul serio?
– Certo! Ti pare che scherzo? Però funziona solo se tutti lo dicono. Se solo uno sta zitto, niente dieci, per nessuno.
E loro in coro, subito:
– Sì prof ha ragione!
– Sì prof ha ragione!
– Ma no aspettate, non è ancora il momento!
Prendo un respiro, li guardo. E faccio:
– Il Milan è la squadra più forte del mondo!
E loro in coro, fortissimo:
– SÌ PROF, HA RAGIONE!
Tutti felici, entusiasti. Solo uno rimane zitto, continua a fissarmi, stavolta col sorriso.
– E tu? Perché non dici niente?
– Non mi va di dirlo.
– Ma dai, guarda che prendiamo 10!, gli altri a lui.
– Dai su, cosa ti costa!
Gli vado vicino:
– Neanche se ti do un bel 10 sul registro?
– No.
– Neanche se tutti gli altri sono d’accordo e ci sei solo tu a stare zitto?
– No.
– Così ti farai un sacco di nemici!
– No, io quella frase non la dico.
E allora gli ho sorriso. Gli ho detto di alzarsi, di venire da me. E l’ho abbracciato, davanti a tutti.
– Grazie, gli ho detto.
Perché sono partito con il voler fare una lezione su cos’è la dittatura, e lui mi ha spiegato invece che cos’è la libertà.

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