Fuochi solitari

Il Potente è caduto, giace a terra. Per amore della vita la forza deve cedere.
Dovrà essere ridotto il raggio della vita esteriore.
Molta più intimità, fuochi solitari, caverne, grandi foreste oscure, piccoli insediamenti di pochi individui, fiumi dal pigro corso, silenti notti invernali ed estive, poche navi e pochi carri, e tener nascosto in casa ciò che è raro e prezioso.
Da lontano i viandanti si mettono in cammino su strade solitarie e vedono le cose più varie.
La fretta diventa impossibile, cresce la pazienza.
Tace il frastuono del giorno secolare, e all’interno divampa il fuoco che scalda.
Attorno al fuoco siedono le ombre di un tempo, si lamentano sommesse e danno notizie del passato. (…)
Tra noi arde un antico fuoco segreto che manda poca luce e grande calore.
Il fuoco ancestrale, che ha vinto ogni necessità, deve tornare ad ardere, poiché la notte del mondo è lunga e fredda, e grande è la necessità.
Il fuoco ben custodito riunisce quelli che sono lontani e quelli che sono infreddoliti, quelli che non possono vedersi nè toccarsi esso vince la sofferenza e spezza la necessità.

Crediti
 • Carl Gustav Jung •
 • Libro Rosso •
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