Fuori del tempo

Per quanto prossimi al paradiso, l’ironia viene ad allontanarcene.
«Che idiozie» ci dice «le vostre idee di una felicità immemoriale o futura. Guarite dalle vostre nostalgie, dall’ossessione puerile di un inizio e di una fine dei tempi. Dell’eternità, una durata morta, solo gli insensati si preoccupano. Lasciate fare all’istante, lasciate che riassorba i vostri sogni».

Volgiamo i nostri sguardi al sapere? l’ironia ce ne addita l’inanità e il ridicolo:
«A che pro degradare le cose a problemi? Poiché le vostre conoscenze si annullano a vicenda, l’ultima in ordine di tempo non ha la meglio sulla prima. Confinati nel già noto, non avete altra materia eccetto le parole: il pensiero non aderisce all’essere».

E quando pensiamo ammirati a quel monaco indù che, la faccia contro un muro, si irrigidì in meditazione per nove lunghi anni, essa interviene di nuovo per dirci che dopo tanto penare egli scoprì il nulla, dal quale aveva cominciato!
«Vedete bene» insinua «quanto siano comiche le avventure dello spirito. Distoglietevene a profitto delle apparenze. Ma non andate a cercare dietro di esse una sostanza, un segreto: niente ha sostanza né segreto. Guardatevi dal frugare nell’illusione, dall’attentare all’unica realtà che esista».

A questo suo linguaggio, a furia di sentircelo ripetere, finiamo con l’abituarci, non senza compromettere le nostre esperienze metafisiche nonché i modelli che ci invitavano a tentarle. Basta poi che il suo umorismo si aggravi per escluderci per sempre da quell’avvenire fuori del tempo che è l’assoluto.

Crediti
 • Emil Cioran •
 • La tentazione di esistere •
 • SchieleArt •   •  •

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