Oleg Shuplyak ⋯

Nella vita ordinaria il linguaggio è appena sufficiente per capirsi perché con esso indichiamo solo relazioni superficiali. Non appena si parla di relazioni più profonde, allora emerge improvvisamente un altro linguaggio, quello poetico.Johann Wolfgang Goethe

Il concetto di linguaggio come strumento di informazione si sta spingendo ai nostri giorni fino all’estremo. La relazione tra l’essere umano e il linguaggio sta subendo una trasformazione, le cui conseguenze noi non siamo ancora in grado di misurare. Lo sviluppo di questo processo non può essere arrestato in modo diretto. E inoltre sta procedendo nel più profondo dei silenzi. Evidentemente dobbiamo affermare che il linguaggio nella vita di tutti i giorni appare come un mezzo per comprenderci ed è usato nelle questioni ordinarie della vita come un mezzo. Ma ci sono relazioni con il linguaggio oltre a quella comune. Goethe chiama queste relazioni “le più profonde”. Il compito che è dato al pensiero di oggi, come io l’ho compreso, è nuovo nel senso che richiede un metodo del tutto nuovo di pensare, e questo metodo può solo essere usato nel dialogo diretto tra uomo e uomo e può essere raggiunto attraverso un lungo esercizio che si potrebbe dire: del VEDEREPENSANDO. Ciò significa che questo modo di pensare può essere realizzato, per il momento, solo da poche persone, ma può essere poi divulgato attraverso le differenti sfere dell’educazione e comunicato agli altri. Vi darò un esempio: oggi tutti sono in grado di far funzionare un apparecchio radio o televisivo senza conoscere le leggi della fisica che lo fa funzionare e senza conoscere i metodi che furono usati per trovare queste leggi; metodi che nei loro contenuti sostanziali, sono compresi oggi solo da cinque sei fisici. La stessa cosa vale per questo pensiero.

Ho stabilito di offrirle un’ora di letteratura nuova; e cominciamo subito con un salmo d’attualità:
Dico che bisogna essere veggente, farsi veggente. Il Poeta si fa veggente mediante un lungo, immenso e ragionato sregolarsi di tutti i sensi. […] Poiché giunge all’ignoto! Avendo coltivato la propria anima, già ricca, più di ogni altro! Giunge all’ignoto, e anche se, sbigottito, finisse col perdere l’intelligenza delle proprie visioni, le avrebbe viste! Crepi pure, in quel balzo tra le cose inaudite e ineffabili: altri lavoratori orribili verranno; cominceranno dagli orizzonti sui quali l’altro è crollato!Arthur Rimbaud


Crediti
 • Johann Wolfgang Goethe •
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