Gli effetti di lalangue
L’inconscio è la testimonianza di un sapere in quanto per buona parte sfugge all’essere parlante. Questo essere offre l’occasione di accorgersi fin dove arrivano gli effetti di lalangue, presentando ogni sorta di affetti che restano enigmatici. Tali affetti risultano dalla presenza di lalangue in quanto questa, per il fatto di sapere, articola cose che vanno ben oltre quello che l’essere parlante supporta come sapere enunciato. Indubbiamente il linguaggio è costituito da lalangue. È un’elucubrazione di sapere su lalangue. Ma l’inconscio è un sapere, un saper-fare con lalangue. E quel che si sa fare con lalangue supera di gran lunga ciò di cui si può rendere conto a titolo di linguaggio. Ecco il grande errore di sempre: immaginarsi che gli esseri pensino ciò che dicono. Un soggetto normale è essenzialmente uno che si mette nella posizione di non prendere sul serio la maggior parte del proprio discorso interiore.
Non c’è metalinguaggio. Quando affermo questo, apparentemente vuol dire: non c’è linguaggio dell’essere. Ma l’essere c’è? Come ho fatto notare la volta scorsa, ciò che io dico è ciò che non c’è. L’essere è, come si dice, e il non-essere non è. C’è o non c’è. Questo essere non si fa che presupporlo a certe parole: individuo per esempio, o sostanza. Per me è solo un fatto di detto.

Crediti
 • Jacques Lacan •
 • Pinterest • Werner Bischof  •  •

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