
Ora, è appunto questo che non vuole l’individualista anarchico. Egli non intende essere schiavo della sociabilità imposta, più di quanto intenda mettersi sotto il giogo della solidarietà forzata. Egli potrà associarsi ai suoi compagni, agli individualisti, a quelli del «suo mondo», della «sua specie». «A quelli della sua specie» è proprio la espressione adatta, giacché non è possibile negare che gli individualisti formino, in mezzo al genere umano, una specie riconoscibile da delle caratteristiche psicologiche ben determinate. Gli individui che, scientemente, ripudiano le dominazioni e gli sfruttamenti di ogni specie, vivono o tendono a vivere senza idoli o padroni: cercano di riprodursi in altri esseri al fine di perpetuare la loro specie e di continuare la loro fatica intellettuale o pratica, la loro opera di emancipazione e, insieme, di distruzione: codesti individui formano bene una specie a parte, nel genere umano, una specie assai differente dalle altre specie di uomini, così come, nella specie canina, il terranova differisce dal botolo.
Intendiamoci bene: non si tratta già di fare dell’individualista anarchico un superuomo fra gli uomini, più di quanto non si tratti di fare del terranova un supercane fra i cani. Esiste pertanto una differenza: il terranova è un tipo fisso che non evolverà; il tipo individualista evolverà. Esso compie nel genere umano, la funzione esercitata dalle specie dei veggenti e dei precursori nella evoluzione degli esseri viventi. Si può anche assimilarlo a quei tipi meglio dotati, più vigorosi, più atti alla lotta per la vita, che appaiono ad un certo momento in seno ad una specie e finiscono con determinare il divenire di questa specie. Con le loro imperfezioni, le loro manchevolezze, i loro errori, gli individualisti anarchici, costituiscono, noi pensiamo, allo stato latente il tipo dell’uomo futuro: l’individuo dallo spirito libero, dal corpo sano, dalla volontà educata, pronto all’avventura, disposto all’esperienza, vivente pienamente la vita, ma che non vuole essere un dominato più che un dominatore.
Gli individualisti anarchici considerati come ‘una specie’
Crediti







Ancora nessun commento