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La maggior parte delle creazioni dell’intelligenza o della fantasia scompaiono per sempre dopo un periodo che va da un’ora a una generazione. Alcune, tuttavia, sfuggono a questo destino: subiscono eclissi, è vero ma risorgono, e risorgono non come elementi riconoscibili di un patrimonio culturale, ma nella loro veste unica e con le loro inconfondibili cicatrici, che tutti possono vedere e toccare. Sono le creazioni che meritano d’essere chiamate grandi, definizione cui non nuoce il fatto di legare la grandezza alla vitalità. Preso in questo senso, il termine si applica indubbiamente al messaggio di Marx… Non abbiamo bisogno di credere che una grande opera debba essere né una sorgente di luce, né un edificio perfetto o nelle grandi linee del disegno o nei suoi particolari…Nel caso della dottrina marxiana, questo giudizio negativo o questa confutazione del dettaglio servono soltanto, per la sua stessa incapacità di vibrarle un colpo mortale, a mettere in luce la solidità della struttura.

Crediti
 • Joseph Schumpeter •
 • Capitalismo socialismo e democrazia •
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