I ciechi e l’elefante

C’era una volta un re che ordinò al suo ministro: Riunisci in una piazza tutti gli uomini del regno, che sono ciechi fin dalla nascita!. Il ministro eseguì l’ordine e quindi lo annunziò al re. Questi si recò sulla piazza, dov’erano riuniti i ciechi, ed ordino’ che ognuno di essi toccasse l’elefante reale, per poi dirgli a che cosa l’elefante somigliasse.

L’elefantiere fece toccare ad alcuni ciechi la testa, ad altri le orecchie, ad altri le zanne, ad altri la proboscide, ad altri il ventre, ad altri le gambe, ad altri il dietro, ad altri il membro, ad altri la coda; sempre a tutti dicendo: Questo è l’elefante!.

Poi il re si accostò ai ciechi e chiese loro se avessero toccato l’elefante. Sí, Maestà! risposero. Allora ditemi a che cosa rassomiglia l’elefante? E i ciechi cominciarono a descrivere a modo loro l’elefante.

Quelli che avevano toccato la testa dissero:
Maestà, l’elefante rassomiglia ad una caldaia.
Quelli che avevano toccato le orecchie dissero:
Maestà, l’elefante rassomiglia ad un ventilabro.
Quelli che avevano toccato le zanne dissero:
Maestà, l’elefante rassomiglia ad un vomere.
Quelli che avevano toccato la proboscide dissero:
Maestà, l’elefante rassomiglia ad un manico d’aratro.
Quelli che avevano toccato il ventre dissero:
Maestà, l’elefante rassomiglia ad un granaio.
Quelli che avevano toccato le gambe, dissero:
Maestà, l’elefante rassomiglia a colonne.
Quelli che avevano toccato il dietro, dissero:
Maestà, l’elefante rassomiglia ad un mortaio.
Quelli che avevano toccato il membro, dissero:
Maestà, l’elefante rassomiglia ad un pestello.
Quelli che avevano toccato la coda, dissero:
Maestà, l’elefante rassomiglia ad uno scacciamosche.

E, siccome ognuno sosteneva la sua opinione, cominciarono a discutere e finirono con l’accapigliarsi e percuotersi, gridando: L’elefante rassomiglia a questo, non a quello! Non rassomiglia a questo, rassomiglia a quello!. E il re si divertì a quella zuffa.

Crediti
 • Anonimo •
 • Udana VI •
  • Parabola buddista •
 • Pinterest •   •  •

Similari
 ⋯ Sapere di non essere
265% IneditiSergio Parilli
Ho rivisto finalmente a Julián. Veniva da altri mondi non sconosciuti per lui, visto che è riuscito a tornare senza bussola. Non era tenuto a tornare, anche perché se stava bene dove era arrivato poteva restarci in eterno, visto che era previsto un viaggi⋯
 ⋯ La vita di Gea
176% ArticoliFrancisco DomeneRacconti
C’era che non c’era. C’era una volta che non c’era niente; anteriore al no e allo stesso tempo era il sì e il no. Non esistendo il tempo, un orologio sarebbe subito impazzito, perché non c’era nulla da misurare: né notte o giorno, né silenzio o rumore, né⋯
 ⋯ Il mercantile
160% IneditiSergio Parilli
Magari è troppo presto, ma i sognatori, hanno sempre lo sguardo perso, sicuramente piacevole nei loro pensieri e sorridono… ma, anche se sono solo due righe con due soli sostantivi, l’emozione è sempre la stessa per il poeta. Siamo nel periodo di un’attra⋯
 ⋯ Il tempo che non fu
89% IneditiSergio Parilli
Racconto noir, ambientato nel passato, che racconta un improbabile spaccato di vita caduca e infortunata verso un destino che non si risolve con l’accettazione degli eventi ma affrontando le sfide che il sistema presenta ai personaggi. Di solito Paolo, do⋯
 ⋯ Racconto Azzurro
61% ArticoliMarguerite YourcenarRacconti
I mercanti venuti dall’Europa erano seduti sul ponte, davanti al mare blu nell’ombra color indaco delle vele ampiamente rappezzate di grigio. Il sole cambiava senza posa di posto tra i cordami e il rullio lo faceva saltar via come una palla da una rete co⋯
Tra neuroscienze, psicologia e letteratura, la nascita di unIl cervello raccontato
54% ArticoliNeuroscienzePaolo Pecere
Il rapporto tra l’attività cerebrale e l’identità di una persona è un tema attualissimo, che fin dalle sue prime formulazioni moderne ha messo in questione il ruolo della narrazione: come può collegarsi l’operare dei miliardi di neuroni che compongono il ⋯